Fine vita, l’associazione Coscioni scrive al Consiglio Fvg: «Si riprenda l’esame della legge»

La richiesta arriva dopo l’autodenuncia di Marco Cappato e l’annuncio di un nuovo caso in regione

Marco Cappato a Trieste (foto Andrea Lasorte)
Marco Cappato a Trieste (foto Andrea Lasorte)

L’Associazione Luca Coscioni, insieme al Comitato promotore di “Liberi Subito”, la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’Associazione per chiedere regole chiare sul suicidio assistito, ha inviato una comunicazione formale al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia: la richiesta è quella di riattivare l’iter legislativo e riprendere l’esame nel merito della proposta di legge regionale depositata nel 2023 e sottoscritta da oltre 8.200 cittadini residenti nella regione

La lettera è stata inviata al Presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, insieme al Relatore di maggioranza del provvedimento, Carlo Bolzonello, ai Relatori di minoranza, Roberto Cosolini, Serena Pellegrino e Enrico Bullian, e, per conoscenza, al Presidente della Regione Massimiliano Fedriga.

Suicidio assistito, dall’autodenuncia per Martina Oppelli al nuovo caso a Trieste
Il gruppo che ha presentato l'autodenuncia in Questura (Lasorte)

Il Consiglio Regionale, infatti, aveva bloccato l’iter della legge dichiarandola incostituzionale, ma la Corte costituzionale, nella sentenza dello scorso dicembre 2025, ha chiarito che le Regioni, anche in assenza di una legge nazionale sul fine vita, possono legittimamente intervenire per organizzare il Servizio sanitario e rendere effettivi i diritti già riconosciuti dalla sentenza della Corte sul caso Cappato Dj Fabo che ha di fatto legalizzato l’aiuto alla morte volontaria in Italia.

La richiesta arriva dopo l’autodenuncia di Marco Cappato e dei 3 disobbedienti che accompagnarono Martina Oppelli in Svizzera e l’annuncio di un nuovo caso in regione.

«La Corte ha confermato che le Regioni possono e devono intervenire per garantire l’attuazione concreta di un diritto già riconosciuto dall’ordinamento costituzionale. L’assenza di una legge regionale continua a generare disuguaglianze, incertezza e mancanza di garanzie sia per i pazienti sia per gli operatori sanitari», hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

La proposta di legge “Liberi Subito” mira a definire procedure e tempi celeri per l’accesso al suicidio medicalmente assistito all’interno del Servizio sanitario regionale.

«Chiediamo al Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia di assumersi le proprie responsabilità e di avviare al più presto la discussione della proposta di legge “Liberi Subito”, nel rispetto della dignità delle persone, dei principi costituzionali e della volontà delle migliaia di cittadine e cittadini che l’hanno sostenuta. L’inerzia istituzionale non è neutra: si ripercuote sulle persone», dichiarano Raffaella Barbieri e Gabriele Isola, del Comitato promotore della proposta di legge popolare “Liberi Subito” in Fvg.

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