Crisi Electrolux, Fedriga: «Non si può impoverire l’industria italiana»

Il governatore giovedì incontrerà i sindacati e una delegazione di lavoratori. A Porcia un’altra giornata di sciopero. L’europarlamentare Ciriani: «Anche l’Europa ha la sua parte di responsabilità»

 

Edoardo Anese
Lavoratori Electrolux fuori dallo stabilimento di Porcia
Lavoratori Electrolux fuori dallo stabilimento di Porcia

Nel pieno della vertenza Electrolux, mentre davanti ai cancelli dello stabilimento di Porcia andava in scena l’ennesimo sciopero dei lavoratori, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha usato parole dure per richiamare tutti all’unità contro un piano industriale definito «scellerato» e inaccettabile. L’obiettivo, ha ribadito, «è di evitare un impoverimento non solo del Friuli Venezia Giulia, ma dell’intero sistema produttivo italiano».

Ha poi annunciato che giovedì prossimo incontrerà sindacati e lavoratori «per proseguire insieme la fase di confronto». Intanto la mobilitazione incassa anche il sostegno dell’Europa: venerdì mattina, l’europarlamentare Alessandro Ciriani, al fianco dei lavoratori durante lo sciopero, ha assicurato vicinanza e aiuti concreti per difendere occupazione e produzione nel sito pordenonese.

In attesa dell’incontro di giovedì, Fedriga ha parlato di una «situazione estremamente delicata», che rischia di impoverire l’intero sistema produttivo italiano. Accolta con favore la richiesta dei lavoratori di partecipare all’incontro, ha voluto lanciare un messaggio preciso al mondo politico e istituzionale: «Dobbiamo affrontare questa vicenda con serietà e non trasformarla in una passerella. Da presidente, ma prima ancora da cittadino, non me la sentirei di usare un contesto del genere per la visibilità di qualcuno».

Dopo l’appello all’Europa, con la richiesta di aiuti concreti, lanciato dal ministro delle Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso, la risposta è arrivata dall’eurodeputato Alessandro Ciriani (Ecr), al fianco dei lavoratori durante lo sciopero di ieri. «Una parte determinante di questa crisi è legata a provvedimenti e regolamenti europei, che hanno creato le condizioni per trasformare l’Europa in un mercato di importazione dei prodotti cinesi», ha dichiarato Ciriani.

L’invito, poi, a correre sull’Industrial accelerator act, «che può rappresentare una chiave di volta per affrontare la crisi». Ciriani, infine, sta portando avanti con determinazione la battaglia affinché l’acquisto di elettrodomestici rientri tra le spese agevolabili dai bonus e chiede «l’istituzione di un pacchetto di aiuti che attivi un effetto leva per rilanciare il settore».

Tra i duecento lavoratori che venerdì hanno incrociato le braccia, la presenza dell’onorevole Ciriani è stata rassicurante. «Le criticità denunciate dall’azienda, legate a un quadro normativo e fiscale considerato penalizzante e a costi non più sostenibili, richiedono infatti un intervento anche a livello europeo», hanno dichiarato i rappresentanti delle sigle sindacali e della Rsu.

Lo guardo di tutti, infine, è puntato al 15 giugno, al nuovo tavolo con i vertici dell’azienda al Mimit. «Staremo a vedere», hanno detto i lavoratori, «se il Governo riceverà uno schiaffo o se la volontà dell’azienda sarà di ritirare un piano che, a oggi, porterà al taglio di oltre 1.700 posti di lavoro».

 

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