Primo maggio con la McCurry-mania, code fino a 90 minuti

PORDENONE. La polemica sulla foto ritoccata con Photoshop sembra aver portato ulteriore fortuna alla già visitatissima mostra allesitita alla galleria Bertoia. Un Primo maggio all’insegna della McCurry-mania. Nel corso del pomeriggio code e attese che hanno raggiunto i 90 minuti per l’ingresso alla Galleria Harry Bertoia, in Corso Vittorio Emanuele, per la giornata speciale d’apertura, fino alle 20 di "Senza Confini".
Ancora altissimo, dunque, l'interesse per la retrospettiva di Steve McCurry dedicata alla città di Pordenone. Si tratta di un’esposizione particolarmente vasta: sono presenti infatti circa 100 fotografie del famoso fotografo.
Confini sfidati a costo della vita, come L'Afganistan del '79 al seguito dei guerriglieri, primo a testimoniare l'importanza nevralgica di quel paese per il fragile equilibrio del mondo; la conseguente odissea dei rifugiati che gli ha valso forse lo scatto più celebre di tutti i tempi: Sharbat Gula, la mitica bambina afgana in grado di esercitare per 30 anni la medesima forza magnetica.

E poi confini simbolici, che McCurry nel tempo ha fatto svanire davanti ai nostri occhi, le etnie in via di sparizione, le diverse condizioni sociali, i modi più particolari di concepire i gesti più semplici: immagini che raccontano una condizione umana fatta di sentimenti universali e di sguardi la cui fierezza afferma la medesima dignità.
Senza Confini, nella sua installazione espositiva, mescolando tempi e luoghi, lascia il visitatore libero di muoversi e creare un suo personale percorso, e ritrovare le 50 icone più amate e commentate personalmente da McCurry nel catalogo, ma anche i progetti più recenti dedicati all'Africa, al Giappone alla Birmania. Sarà visitabile fino al 12 giugno.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto









