
Latisana, colpisce la moglie con un’accetta alla testa e poi si toglie la vita. Il figlio: «Sconvolti dal dolore»
Femminicidio-omicidio nella Bassa friulana: l’uomo, 80 anni, si è ucciso dopo il delitto colpendosi con un coltello. A trovare i due corpi la sorella della donna
Una tragedia familiare si è consumata nelle scorse ore a Latisana, dove un uomo di 80 anni avrebbe ucciso la moglie di 78 per poi togliersi la vita. Il dramma si è consumato all’interno dell’abitazione della coppia, in via Casette 51. Le vittime sono Luigi, detto Gigi, Codotto e la moglie Luigia Rossi.
Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, l’uomo avrebbe colpito mortalmente al capo la moglie utilizzando un’accetta, per poi suicidarsi, subito dopo, con un coltello. Il personale medico sanitario, giunto sul posto assieme alle forze dell’ordine, non ha potuto far altro che constatare il decesso di entrambi.
Il corpo senza vita della donna è stato trovato in camera da letto mentre quello dell’uomo è stato rinvenuto in soggiorno.
Sul luogo della tragedia è intervenuto anche il pubblico ministero di turno, Andrea Gondolo, che ha coordinato le prime fasi dell’indagine. L’abitazione è stata posta sotto sequestro per consentire tutti gli accertamenti necessari a chiarire l’esatta dinamica dei fatti e il movente dell’omicidio-suicidio. Sul posto anche il medico legate Carlo Moreschi.
A trovare i due corpi è stata la sorella della donna. È passata nella casa della coppia non essendo riuscita a mettersi in contatto telefonico con le due vittime. Quando è riuscita a entrare nell’abitazione ha visto il sangue e i due corpi a terra. Ha quindi avvisato il 112. I carabinieri sono giunti sul posto attorno alle 10. Nell’area soggiorno sono stati ritrovati l’accetta utilizzata dall’uomo per colpire la donna e il coltello da cucina usato per uccidersi (colpendosi al torace). Sarà l’esame autoptico a chiarire con esattezza quando è avvenuto il fatto.
Alle operazioni hanno preso parte anche l’Aliquota operativa della Compagnia dei carabinieri di Latisana, la squadra rilievi del Reparto operativo del Comando provinciale dei carabinieri di Udine, il Radiomobile e la polizia locale. Presenti anche il comandante della Stazione e il comandante della Compagnia di Latisana.
Le parole del figlio Alessio
È sconvolto dal dolore Alessio, figlio della coppia, che lavora a Lignano. Raggiunto telefonicamente, ha dichiarato: «Siamo sconvolti. Ho sentito i miei genitori qualche giorno fa ma nulla faceva presagire una simile tragedia. In questo momento non riesco a dire altro. Solo tanto dolore».
Il cordoglio del sindaco Lanfranco Sette
In via Casette è arrivato anche il sindaco di Latisana, Lanfranco Sette: «Aspettiamo di capire cosa è successo», ha detto il primo cittadino, giunto sul luogo del delitto «per verificare cosa fosse successo, non appena avuto notizia del dramma».
Non si conoscono ancora i contorni della vicenda ma ciò che è certo, come ha detto il primo cittadino, è che «non era una situazione seguita dai servizi sociali. Ora noi ci siamo messi a disposizione degli inquirenti».
Una comunità, quella di Pertegada di Latisana, sotto choc: «È forte il disorientamento da parte dei concittadini per l’efferatezza di eventi di questo tenore. Siamo vicini a coloro che soffrono per questa vicenda».
L’arrivo del cognato
«L’ho saputo circa un’ora fa». È ancora scosso Roberto Scodellaro, cognato dei due anziani coniugi trovati senza vita nella loro abitazione. Una tragedia che, racconta, arriva al termine di una situazione di disagio che si trascinava da tempo, ma che nessuno avrebbe mai potuto immaginare potesse sfociare in un epilogo simile. «Vivevano da soli – spiega – ed è vero che c’era un disagio già presente da tempo, purtroppo. Ma quello che è successo non era né prevedibile, né pensabile». Un disagio, precisa, legato a diversi aspetti di natura familiare, sui quali preferisce non entrare.
«Sarebbe irriverente parlarne in un momento come questo». Dalle sue parole emerge soprattutto un senso profondo di solitudine. «Erano persone che vivevano molto chiuse, molto sole», racconta. Una condizione che, col senno di poi, appare come uno degli elementi più dolorosi della vicenda. Alla domanda se si sarebbe mai aspettato una fine di questo genere, la risposta è netta: «Assolutamente no. È qualcosa che va oltre ogni possibile immaginazione, anche la più pessimistica. Non c’erano segnali che potessero farlo pensare».
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