Io sono Rey, il cane. Marco è morto ma io lo aspetto

L'addio a un agente della polizia locale di Conegliano, scomparso all'improvviso. I due componevano l'unità cinofila antidroga

Fabrizio BrancoliFabrizio Brancoli

Quello nella foto sono io, Rey. Il cane.

Oggi mi hanno accompagnato a Tarzo per salutare Marco. C’era un gran silenzio, là dentro. Ho pensato di non interromperlo abbaiando. Sono un agente, io: so stare alle regole. Guardate come mi avvicino composto: so come comportarmi in una situazione del genere.

Gli umani sono sempre un po’ retorici e immaginano gli animali troppo umanizzati; così hanno detto che piangevo. Guarda, Rey lo sa, sta piangendo, dicevano. Questa cosa delle lacrime non l’ho mai capita. Ai cani scendono solo quando gli occhi si irritano mentre la tristezza la raccontiamo in un altro modo, con i gemiti, con i lamenti. Guaivo, perché era un malessere sincero.

 

Vigile morto d’infarto, al funerale anche il suo cane antidroga
Marco Seffino con il suo cane Rey

 

L’uniforme di Marco era su quella strana cassa di legno lucido, l’ho annusata, sentivo che era la sua. Io non sbaglio su queste cose. Lui mi manca già tanto: era il mio collega, il mio compagno di squadra, il mio migliore amico e un fratello maggiore. Insieme eravamo quella che voi chiamate Unità Cinofila, una cosa che per noi significa passare tanto tempo insieme, coprirsi le spalle, cercare quella cosa odorosa che si chiama droga e che viene nascosta in tanti posti. Marco mi guidava e io sono bravo, sniffo bene e trovo tutto.

Eccoci qui, insieme
Eccoci qui, insieme

Nella stanza c’era anche Tommaso. Anche lui mi porta in giro, anche lui sa come parlarmi. Io capisco subito chi sa stare con i cani. E poi c’erano loro: Denise, Maite e Nian. La moglie di marco e due figli. Quando passavo vicino a loro mi arrivava addosso un profumo di casa, di carezze, di famiglia.

Marco mi manca; c’era il suo abito e aveva un odore buono. Ma lui dov’è?

Che giorno brutto, gli umani che piangevano e i cani che guaivano. Nella stanza dicevano che è successo tutto all’improvviso, il suo cuore semplicemente si è fermato. Posso dirvi un segreto? Io non ho capito ancora bene questa storia della morte. Sembra che non abbia troppe regole, è strana. Noi cani siamo abituati ad andarcene prima di voi: abbiamo esistenze più brevi ma non ce ne preoccupiamo, a noi interessa come vivere, non quanto vivere. L’importante è che ci vogliate bene e che siate un po’ felici, con noi.

Però stavolta io sono rimasto. E lui non c’è.

Non so se è una cosa definitiva, magari Marco torna. Domani potremmo andare al lavoro insieme, giocare e fare le nostre passeggiate. E se non verrà, lo aspetterò il giorno dopo e il giorno dopo ancora.

Io sono Rey e sono un tipo fedele. Mica lo dimentico.

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[Marco Seffino, agente della polizia locale di Conegliano, è morto all’improvviso a 57 anni, nella sua casa. Originario di Mestre, aveva lavorato anche a Vittorio Veneto. Familiari, amici e colleghi lo ricordano per le sue grandi doti di umanità, professionalità e impegno].

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