Clan dei Casalesi in Veneto, il boss sfugge all'arresto

(ANSA) - VENEZIA, 08 OTT - Quando ieri le forze dell'ordine si sono presentate a casa sua con l'ordine di carcerazione, il 60enne Luciano Donadio, condannato in via definitiva a trent'anni come capo del clan dei Casalesi di Eraclea (Venezia), non c'era. Fino a tarda serata non si è presentato in nessun istituto penitenziario e non è stato rintracciato. Lo scrivono il Corriere del Veneto, il Gazzettino e i quotidiani del gruppo Nem. La pena è diventata esecutiva dopo che, martedì, la Cassazione ha confermato l'impianto accusatorio sul clan che per quasi vent'anni ha messo a segno estorsioni e minacce con metodo mafioso sul litorale veneziano. A differenza di Donadio, gli altri condannati si sono quasi tutti consegnati nelle carceri di varie città. Il braccio destro Raffaele Buonanno (29 anni e si mesi) si è consegnato a Melfi (Potenza), mentre a Padova si trova il figlio del boss, Adriano Donadio. Intanto Dario Vannetiello, difensore di Donadio, annuncia che la vicenda giudiziaria non è finita qui. L'avvocato lamenta "una rilevante violazione del diritto di difesa", in quando al suo assistito sarebbe stata negata "la possibilità di ascoltare personalmente presso gli uffici della procura la miriade di intercettazioni all'interno del procedimento". Vannetiello si è "associato" a un caso simile pendente in Corte costituzionale e attende la fissazione dell'udienza, alla ricerca di un elemento per chiedere la revisione. Non è escluso il ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo. (ANSA).
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