Villa Manin riscopre l'ultimo Doge: tre giornate di studi per riabilitare Lodovico Manin

Al via a Passariano la tappa conclusiva del Festival del Tiepolo organizzato da Itineraria: esperti, visite guidate, rievocazioni storiche e la lectio di Marzo Magno.

Fabiana Dallavalle

La sesta edizione de Il Festival del Tiepolo e del Settecento in Europa, progetto internazionale e multidisciplinare di ricerca e divulgazione di Itineraria conclude il suo percorso da oggi a sabato 31 con tre giornate di eventi di grande spessore declinati in un racconto celebrativo dal titolo “Ludovico Manin, il Doge che salvò Venezia? ”.

Ingiustamente accusato di essere stato il responsabile della caduta della Serenissima davanti a Napoleone, Lodovico Manin fu in realtà un mecenate illuminato, un accorto amministratore e un grande benefattore. Negli spazi monumentali di Villa Manin di Passariano di Codroipo, autorevoli studiosi rileggeranno la figura dell’uomo e del politico per valorizzarne l’eredità culturale e in sieme a lui la dinastia dei Manin, una famiglia che ebbe “il bello negli occhi”.

Il calendario degli incontri apre oggi, giovedì 29 alle 17 con l’intervento di Maria Paola Frattolin impegnata nell’incontro dal titolo “Splendore e crepuscolo di una Dinastia. L’incontro con visita guidata a Villa Manin e alla Chiesa di Sant’Andrea condurrà i presenti a varcare la soglia della monumentale Villa e ad immergersi nella testimonianza tangibile dell’estetica, del potere e del fasto che caratterizzarono la dinastia dei Manin. All’attore Giorgio Monte, è affidata la lettura recitata del testamento di Lodovico Manin, dove più che la figura politica, emerge l’uomo generoso, rivolto al sociale, che molto tempo e risorse dedicò a opere di beneficenza. Il Vin d’honneur è a cura di “Vendrame Vignis del Doge”. Domani, enerdì 30, si sussegue la serie di incontri con esperti a partire dalle 10 con Vania Gransinigh, direttrice di Villa Manin ad aprire la mattinata. Alle 10.15, Maria Paola Frattolin, Presidente di Itineraria, introduce a “Ludovico Manin (1726-1802), tra storia e società” . Alle 10.30 Francesca Venuto, storica dell’arte, si occupa di “Lodovico IV Manin e la Villa di Passariano: uno sguardo da lontano”; alle 11 Antonio Trampus, dell’Università Ca’Foscari di Venezia, approfondisce “Visto dalla Boemia: Ludovico Manin nelle lettere di Giacomo Casanova 1788-1798”. Alle 12 si riprende con Giulio Brevetti, dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, per “Una Wettin verso sud. L’immagine della giovane Maria Amalia di Sassonia, ospite a Villa Manin nel suo viaggio verso Napoli”. Alle 12.30 – Giulio Sodano, dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, approfondisce “Ludovico Manin e Maria Amalia di Sassonia tra Udine e Napoli”.

Si riprende alle 15 con lo storico Angelo Floramo, per “Tra gli scaffali di Ludovico: le passioni di carta e le utopie d’inchiostro dell’uomo e non del doge” . Alle 15.30 Liliana Cargnelutti, storica e archivista, racconta “Elisabetta Grimani, l’ultima dogaressa”. Alle 16 Massimo De Grassi, dell’Università degli Studi di Trieste, parla di “Pietre di potere: i Manin e la scultura”. Alle 16.30 Maria Paola Frattolin, approfondisce il tema “Il Crocifisso del Torretti di Villa Manin a Passariano e la Trinità di Tiepolo nel Duomo di Udine”. La chiusura della giornata è affidata al condirettore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini.

La giornata di sabato apre sempre alle 10 con l’intervento di Mario Anzil, vicepresidente e assessore alla Cultura e allo Sport della Regione e si sviluppa poi con una serie di interventi che si concluderanno alle 15 con la lectio magistralis dello scrittore Alessandro Marzo Magno, “Venezia una potenza sul mare”. A seguire Luciano Dorella, con “Storia dell’Esercito Veneziano del 1700” a cui seguirà a cura dell’Associazione Storico Identitaria 16° Reggimento Treviso 1797, la rievocazione storica in uniforme dell’Esercito della Serenissima. A Giustina Renier, è affidato il Recitativo storico, mentre Stefano Damiani, giornalista de “La Vita Cattolica, avrà il compito di chiudere il simposio di tre giorni.

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