A Villa Manin la festa per i 60 anni dei Pooh: «Un patrimonio di emozioni»
Sabato alle 21 il concerto della band più longeva della musica italiana. Oltre ai grandi classici, in scaletta anche brani più raramente eseguiti dal vivo. Biglietti ancora disponibili

Sessant’anni. L’astronave dei Pooh sbarca sabato sera a Villa Manin di Passariano (appuntamento alle 21) per celebrare un compleanno che all’inizio di questa storia sembrava irraggiungibile. Sessant’anni assieme, un traguardo ancor più straordinario se si considera che stiamo parlando di una band. «Quando abbiamo cominciato c’erano gruppi che si scioglievano dopo pochi mesi», hanno raccontato Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli. Loro, invece, sono ancora qui sulla cresta dell’onda a cavalcare quella scia del successo che non li ha mai abbandonati grazie a un pubblico che ha raccolto sotto un’unica “bandiera” tre-quattro generazioni.
Il giorno della fondazione, 28 gennaio del 1966, nella formazione iniziale non c’era nessuno degli attuali quattro componenti. Il primo ad arrivare dopo due mesi fu Facchinetti, tastierista bergamasco e compositore della maggior parte dei successi. Il secondo in ordine temporale fu Riccardo Fogli che abbandonò la band nel 1973 lasciando il posto a Red Canzian. Nel 1968 arrivò un ragazzino con la chitarra al collo di nome Dodi Battaglia.
Una storia di musica che ha avuto come filo conduttore l’amicizia e della quale continuano a far parte da lassù Valerio Negrini e Stefano D’Orazio, entrambi batteristi e compositori, che se ne sono andati nel 2013 e nel 2020. D’Orazio rispose presente alla reunion del 2016 per festeggiare il cinquantesimo compleanno. Doveva essere il canto del cigno, l’ultima volta dei Pooh. Hanno resistito sette anni senza salire insieme su un palco, poi nel 2023, sotto la regia dei figli (Francesco Facchinetti e Daniele Battaglia) ecco il ritorno. Stadi pieni, date che si moltiplicavano nonostante i sette anni di silenzio. Una risposta che nemmeno loro si aspettavano da parte del pubblico che li ha convinti a ripartire verso il 60º anniversario.
La tourneè è cominciata con le tre date a metà maggio all’arena di Verona. Prima serata costellata dal maltempo, concerto interrotto per quasi un’ora e poi rieccoli sul palco, assieme al batterista Phil Mer e Danilo Ballo per i bis in omaggio a un pubblico che era rimasto ad aspettarli sotto l’acqua. Un gesto non scontato che spiega forse meglio di tutto i sessant’anni di successi.
«Sessant’anni di storia non sono soltanto un traguardo: sono un patrimonio di emozioni condivise, di musica che ha attraversato generazioni e di un legame unico con il pubblico» raccontano i quattro musicisti.
«Con Pooh 60 - La nostra storia” celebriamo questo anniversario straordinario con un nuovo tour che è molto più di una serie di concerti: è una grande festa collettiva dedicata a chi, in questi sei decenni, ha camminato insieme a noi. E non è nemmeno un punto d’arrivo. È la dimostrazione che ci sono storie capaci di attraversare il tempo senza perdere la propria forza. Sessant’anni dopo i Pooh continuano a fare quello che hanno sempre fatto meglio: emozionare, emozionarsi e trasformare ogni concerto in un abbraccio lungo una vita».
Come tutte le tourneé un piacevole problema per i Pooh è stato quello della scaletta. Quante volte dopo un concerto si sono sentiti dire: «Perché non avete fatto questa canzone? Perché non avete inserito quest’altra?». Oggi rispondono così: «Con oltre 400 brani incisi e più di 3.000 concerti alle spalle, scegliere la scaletta è stata una sfida. Accanto ai grandi classici che hanno segnato intere generazioni, il pubblico ritroverà canzoni assenti da molti anni e alcune eseguite dal vivo per la prima volta, in uno spettacolo che racconta tutte le anime dei Pooh: quella popolare, quella più visionaria e sperimentale, quella capace di innovare senza mai perdere la propria identità».
Qualche anticipazione? Quello che non sai, Quando una lei va via, Lettera da Berlino Est, la strumentale Oceano e Io ti aspetterò sono brani che raramente i Pooh hanno suonato dal vivo.
L’appuntamento di sabato organizzato da Zenit/Azalea (ci sono ancora biglietti disponibili) vuole essere un messaggio alle nuove generazioni «il racconto di quattro ragazzi provenienti da città diverse che hanno inseguito lo stesso sogno continuando a salire sul palco con la stessa emozione di sempre». Capito perché la musica dei Pooh non si fermerà mai?
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