I Subsonica a Pordenone: «Con il nuovo album un ritorno agli esordi»

La band venerdì sera al Parco San Valentino celebra trent’anni di carriera con il tour Terre Rare 96-26””: «Stiamo attraversando un ottimo momento»

 

Elisa Russo
I subsonica
I subsonica

 

«Qualcuno ha già parlato del nostro migliore tour di sempre»: i Subsonica sono carichi per le date estive, tappa oggi a Pordenone Blues & Co. con la loro celebrazione dei trent’anni di carriera “Terre Rare 96-26”. Una storia, per la band torinese con Samuel alla voce, Max Casacci alla chitarra, Boosta alle tastiere, Ninja alla batteria e Vicio al basso, iniziata nel 1996 e capace di rivoluzionare i canoni del rock elettronico.

Ad aprire la serata al Parco San Valentino, alle 20.40, El Partydo, progetto nato da componenti de Lo Stato Sociale. Alle 21.30 spazio a Samuel e soci, che a marzo hanno pubblicato l’undicesimo album “Terre Rare”, per Epic Records/ Sony Music Italy.

«Siamo nati e cresciuti – dicono i Subsonica – con l’intento di diventare musicisti capaci di guadagnarsi da vivere sul palco. Abbiamo avuto fortuna e ci siamo riusciti dopo pochi anni, ma da allora l’attitudine è sempre stata quella. Noi viviamo per suonare live, e questo è un ottimo momento per il gruppo, per l’atmosfera tra di noi, per l’affetto con il quale il nostro pubblico ha accolto l’ultimo disco».

Le “Terre Rare” evocate si traducono in un live dal suono più organico e ricercato, arricchito da strumenti raccolti durante i loro viaggi sull’altra sponda del Mediterraneo. «I brani dei primi album – spiegano in merito alla scaletta che portano a Pordenone – hanno una spinta e delle velocità molto elevate, figlie delle influenze ritmiche dell’epoca. Una volta ingranata la marcia di “Aurora Sogna” o “Liberi Tutti” è difficile tornare a cose più morbide. Ma fortunatamente questo ultimo album, nella sua versione dal vivo, è molto atteso e siamo riusciti a creare degli incastri che funzionano bene, anche inserendo strumenti “esotici” come gimbri o krakeb, che abbiamo comperato in Marocco e che abbiamo utilizzato in “Terre Rare”, per esempio per “Ghibli”».

Con uno show pensato come il coronamento di un anno ricco di successi e festeggiamenti, completato dai visual di “High Files Visuals”, i Subsonica accompagneranno il pubblico attraverso trent’anni di canzoni. «Il nuovo album – concludono – rappresenta una sorta di ricongiungimento con la prima fase della nostra carriera. Quando non avevamo nessuna aspettativa da soddisfare se non quella di creare la miglior musica possibile e di portarla in giro ovunque. Non c’erano classifiche, prevendite, esigenze di singoli radiofonici per lanciare tour, di featuring e neppure date di scadenza o vincoli sulla durata delle canzoni. Siamo tornati spiritualmente lì, perché per un gruppo come il nostro era necessario interrompere il flusso di una spirale fatta di consuetudini obbligatorie, che rischiano di allontanarti sempre di più dalla musica».

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