vicino/lontano, il respiro del nostro tempo

Presentata la rassegna culturale che animerà Udine dal 7 al 10 maggio. Oltre 200 ospiti in 80 incontri per una riflessione sui drammi dell’attualità

Martina Delpiccolo

 

È respiro il tema della ventiduesima edizione di vicino/lontano che è stata presentata a Udine, a Palazzo Antonini Stringher. La conferenza stampa si è aperta con un annuncio di Paola Colombo, co-curatrice del progetto e presidente dell’associazione vicino/lontano: «Il festival ha ottenuto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, accordato dalla presidente Roberta Metsola». Un riconoscimento prestigioso che rende ancora più importante l’edizione 2026.

Oltre 200 protagonisti dal 7 al 10 maggio andranno a scandire più di 80 eventi in città, attorno alla parola chiave “respiro”.

«Iniziative come vicino/lontano – ha sottolineato in un messaggio il vicepresidente della Regione Mario Anzil – interpretano bene la nostra identità di frontiera, che nasce dalla vocazione al dialogo, ma anche dalla capacità di tenere insieme differenze e sensibilità». Anzil ha espresso apprezzamento per l’internazionalità del festival, per le storie valorizzate attraverso il Premio Terzani e per il riconoscimento ottenuto sul piano europeo.

Alessandro Venanzi, vicesindaco del Comune di Udine, ha commentato il tema dell’edizione 2026: «Il respiro può essere nella permeabilità della nostra città, nella sua capacità di aprirsi alle diversità. Penso anche però ai conflitti in corso nel mondo, alla violenza che non garantisce respiro agli altri».

Federico Pirone, assessore alla Cultura del Comune di Udine, si è soffermato sul Premio Terzani che verrà assegnato a “Perché ero ragazzo” (Sellerio) di Alaa Faraj: «Una storia di coraggio e di riscatto. Penso a Spinelli e a Gramsci che, privati della libertà, sono riusciti a immaginare grandi visioni. Alaa Faraj, nel carcere, riesce a immaginare il riscatto. Siamo tutti chiamati a costruire un nuovo alfabeto della convivenza».

Nicola Gasbarro, presidente del comitato scientifico di vicino/lontano, ha contestualizzato la scelta del tema che riparte da Gaza: «Gaza è ancora un paradigma che toglie il respiro. Siamo rimasti prigionieri di questo paradigma. Molti incontri di vicino/lontano ripartono da Gaza. Toccare il fondo ci toglie il respiro. Se ne esce solo collettivamente e con l’impegno di ognuno. Dobbiamo mettere in moto l’immaginazione come ha fatto Alaa Faraj autoincludendosi nella comunità».

Il programma del festival, realizzato grazie al contributo di Regione, Comune di Udine, Fondazione Friuli, Camera di Commercio di Udine e Pordenone, Confindustria Udine e con il sostegno di numerosi partner e sponsor, è stato illustrato da Paola Colombo, curatrice insieme a Franca Rigoni e Àlen Loreti, con la collaborazione di Maddalena Franz.

Il momento più atteso rimane la serata del Premio Terzani, sabato 9 maggio al Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Sul palco con Alaa Faraj ci saranno Angela Terzani, Marino Sinibaldi, Alessandra Sciurba, Luciana Castellina, don Francesco Saccavini, Gustavo Zagrebelsky, Massimo Somaglino, l’Orchestra d’archi e percussioni del Conservatorio “J. Tomadini” di Udine, diretta dal maestro Fabio Serafini, con Lucio Degani violino solista.

Anteprime già dal 30 aprile, a partire dall’inaugurazione, alle 18, alla Stamperia d’arte Albicocco di “Ritmi e pause”, personale di Giorgio Griffa.

Tra gli eventi che anticiperanno il festival, lunedì 4 maggio, in chiesa di San Francesco, alle 21, andrà in scena “Specchi. Gaza e noi” di e con Paola Caridi, Tomaso Montanari e Nabil Bey Salameh.

Paola Colombo ha ricordato il ritorno in San Francesco dell’enorme telo bianco, «con impressi 18.457 nomi di bambine e bambini uccisi a Gaza dai bombardamenti e dai droni israeliani, sudario ispirato dal “Non dimenticare un solo nome”, elegia pronunciata da Paola Caridi nella scorsa edizione».

Numerosi gli incontri su Gaza a partire dall’evento d’inaugurazione ufficiale, il 7 maggio alle 18.30, in chiesa di San Francesco: “Gaza. Il respiro negato” con Loris De Filippi e, in collegamento, Pankaj Mishra.

Tra gli eventi dedicati alla Giornata d’Europa, il 9 maggio, alle 15.30, in San Francesco, “Europa, una ragionevole utopia” confronto moderato da Nicola Gasbarro. Interverranno Guido Crainz, Luigi Ferrajoli, Aldo Schiavone e Sigrid Kaag.

Tra i protagonisti, in numerosi luoghi della città: David A. Graham, Alex Cobham, Lucio Caracciolo, Raffaele Simone, Lorenzo Bini Smaghi, Riccardo Noury, Roberta De Monticelli, Omran Shroufi, Alessandra Algostino, Silvio Brusaferro, Piero Ignazi, Anna Maria Giordano, Riccardo Staglianò, Artur Weigandt, Ebru Günay, Paola Bonfante, Luciano Boi, Giuseppe Remuzzi, Tonia Mastrobuoni, Vittorio Di Trapani, Roberto Scaini, Giovanni Bianconi, Carlos Duarte i Monserrat, Luciana Esposito.

Chiuderà l’edizione 2026 domenica 10, alle 21, in San Francesco, lo spettacolo “Crescere, la guerra” di e con Francesca Mannocchi

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