Viaggio tra riti e poesia, Elsa Martin torna con un cd per voce sola

Domenica 31 maggio, a Basaldella, la presentazione dell’ultimo album della cantante friulana “Vox Humana”

Elisa Russo
La cantante friulana Elsa Martin
La cantante friulana Elsa Martin

È un disco per voce sola “Vox Humana”, il nuovo viaggio tra canto, rito e poesia per la friulana Elsa Martin: lo presenta oggi, domenica 31 maggio, alle 18 da Le (Serre a Basaldella, in apertura l’artista converserà con il musicologo Alessio Screm e con il pianista Stefano Battaglia. La cantante, cresciuta a Tolmezzo e residente a Mereto di Tomba, imbastisce un dialogo radicale tra musica e parola che prende forma in un paesaggio di sette tracce, tra trame elettroacustiche e liriche al femminile. L’album è sintesi di una ricerca quinquennale sospesa tra performance estemporanea e riflessione intima, e testimonia la vocazione sperimentale di Elsa Martin, che ispirandosi alla visione di Pierluigi Cappello, già omaggiato nel precedente “Al centro delle cose” in duo con Battaglia, ricerca «uno stato di “commozione”: la capacità di muoversi all’unisono con il ritmo segreto delle cose». Le sonorità spaziano dall’improvvisazione alla tradizione popolare, fino a visioni elettroniche più frastagliate. Alcune registrazioni sono casalinghe, altre a cura di Giulio Ragno Favero (Il Teatro degli Orrori), e di Stefano Amerio da Artesuono (che ha anche mixato e masterizzato, in alcuni casi invece è opera di Francesco Blasig).

Martin, la voce si fa qui “matrice sonora universale, a favore di una dimensione corporea del suono”, come è nata questa scelta?

«Le scelte non sono mai dettate da dei processi mentali, nascono come necessità auto-esplorativa. Il percorso dentro la voce è molto misterioso e affascinante. Lo strumento voce rivela e tradisce, di conseguenza tutto ciò che si fa, se condotto in maniera onesta, è in qualche modo un mezzo che il cantante ha per andare a conoscere sé stesso. Nasce come esigenza di sperimentarmi, in dialogo con la parola poetica».

Continua la collaborazione con il lombardo Stefano Battaglia?

«Cominciata ormai dodici anni fa, è stato il mio maestro nell’ambito della libera improvvisazione. Mi diceva da tempo che avrei dovuto pensare a fare un solo, e l’album esce per la sua etichetta Centripeta. Anche il titolo “Vox Humana” è nato da un suo suggerimento, il dialogo con lui è sempre molto fitto e stimolante. La voce umana non è solo quella dell’evento sonoro ma è tutto ciò che questo significa come esperienza umana. Il canto è universale: tutti noi l’abbiamo istintivamente, nel dna eppure alle volte ci si vergogna di tirarlo fuori».

Ci sono testi in friulano, italiano, inglese. Le parole usate, però, non sono così tante.

«Sono poche ma hanno peso, sostanza. Il valore della parola per me è nel suono, nella matrice sonora, mi piace recuperare il seme magico della parola, evocare, parlare al corpo, destrutturare».

Novella Cantarutti, Antonella Bukovaz, Emily Dickinson sono le poetesse scelte per i testi, a cui si innesta la sua esperienza autorale, insieme a un brano scritto con la cantautrice Roberta Bosa. In “Tem” ci sono anche voci che parlano, di chi sono?

«La mia famiglia: c’è una sperimentazione con l’elettronica in una cascata di parole che raccontano, in una linea temporale che va dalla me bambina (una registrazione recuperata dai nastri di quando cantavo da piccola) a mia mamma, mia zia, mia cugina, mio padre».

Ci saranno altri appuntamenti?

«Spero di portare l’album in giro il più possibile. Per ora segnalo il 24 giugno alla libreria Quo Vadis di Pordenone e il 6 luglio all’Hospitale di San Giovanni a Majano».

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