Un omaggio a Papa Leone alla rassegna di musica sacra dedicata a fede ed eresia

Presentato a Pordenone il programma  del festival: cinque appuntamenti dall’undici giugno

Cristina Savi

 

Sarà il racconto dell’incontro fra san Francesco e il sultano Malik al-Kamil ad aprire simbolicamente la trentacinquesima edizione del Festival internazionale di Musica sacra di Pordenone. Il dialogo fra due uomini appartenenti a mondi e fedi diverse, nel pieno delle Crociate, attraversa infatti il concerto inaugurale dell’11 giugno e introduce anche il tema scelto per il nuovo percorso triennale della rassegna, “Fede ed eresia”, presentata ieri: un’indagine sulla musica sacra nella sua dimensione spirituale e umana, fra ortodossia, ricerca e confronto, che accompagnerà il festival verso il 2027 di Pordenone Capitale italiana della Cultura.

L’Omaggio a Papa Leone XIV, affidato il prossimo 11 ottobre al Guillou Consort, aprirà invece la fase autunnale del programma.

Il festival, promosso da Presenza e Cultura con la direzione artistica di Franco Calabretto ed Eddi De Nadai, avrà inizio giovedì 11 giugno alle 20.45 nel Duomo di San Marco con “Il Santo folle. Francesco, il Sultano, una tenda sulle rive del Nilo”, nuova produzione nata dalla collaborazione con Ravenna Festival, Festival di Musica Sacra Trentino-Alto Adige e altre realtà nazionali. In scena Astra Lanz, Nicola Zambon, Ludovico Dal Pra, Marco Zanco, il Conductus Ensemble e il Gruppo vocale Heinrich Schütz diretti da Marcello Fera, su testo di Guido Barbieri.

Al centro l’episodio storico che il drammaturgo ha definito «un racconto capace di parlare anche al nostro tempo».

«Il nuovo triennio amplia l’indagine verso i territori della non ortodossia», ha spiegato Calabretto, soffermandosi poi sull’appartenenza alla rete di Italiafestival che consentirà di rafforzare le collaborazioni già avviate con Ravenna, Trento, il Piccolo Opera Festival e il Festival mediterraneo di musica sacra di Catania.

A dare la chiave più politica e culturale del tema scelto è stato il presidente di Presenza e Cultura, don Orioldo Marson. «Qualcuno è sempre eretico per qualcun altro – ha osservato – ma quello che conta è che la ricerca continui nel rispetto reciproco». Il sacerdote ha ricordato come il cristianesimo «nasca plurale e plurale rimane», mettendo in guardia anche dal rischio di «pensiero unico e oligarchie del potere».

Fra gli ospiti collegati da remoto, anche Francesco Maria Perrotta, presidente di Italiafestival, che ha parlato di «coraggio» nella scelta del tema e annunciato per il 2027 l’assemblea nazionale dell’associazione a Pordenone. Eddi De Nadai ha anche ribadito il valore etico della rassegna: «La pace e il dialogo restano il fondamento del festival».

Dopo l’inaugurazione dell’11 giugno, si prosegue il 14 giugno con “Ghirlanda spirituale”, il 18 giugno con il “Laudarium” del gruppo LaReverdie e il 28 giugno con “Il Sigillo” di Maurizio Agostini, con il Piccolo Opera Festival. Il 4 e 5 luglio spazio infine al laboratorio di musica sacra bizantina guidato da Gerasimos Papadopoulos. Tutti gli eventi sono a ingresso libero.

 

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