Vento sottile sulla Carnia: qui le donne curano le gravi ferite della guerra

La montagna fa da sfondo ai personaggi di Silva Ganzitti: «Piccoli cosmi che si intersecando con la grande Storia»

Margherita Reguitti
Silva Ganzitti
Silva Ganzitti

La commovente bellezza del lago e delle montagne di Sauris e il valore della memoria legato al realismo naturalistico, intrecciati con i temi dell’amore e della riconciliazione e perdono; sono le principali tracce nella narrazione di Vento sottile della friulana Silva Ganzitti (Mursia, 296 pagine, 17 euro) in uscita il 19. Un romanzo con il quale la scrittrice di Buja, editor, traduttrice e direttrice artistica del festival “Incontri a Nordest”, prosegue il filone narrativo del precedente “La guerra di Lia” ambientato durante il secondo conflitto mondiale.

Lo sfondo è la Carnia aspra e poetica, dove la guerra ha inciso ferite che la forza delle donne ha curato permettendone la guarigione e aprendo all’amore che è riconciliazione. Personaggi e avvenimenti creati su base di documentazione storica nella quale l’autrice ha insufflato credibilità di sentimenti e verosimiglianza di accadimenti. Vite raccontate in un tempo non lineare ma legato ai ricordi, dal 1965 a ritroso al 1943. La trama inizia in un passato recente.

A metà anni Sessanta l’ex militare neozelandese Dwight torna a Sauris in cerca di un amore vissuto da prigioniero nel 1943, impiegato come forza lavoro nella costruzione della diga sul torrente Lumiei, oggi splendido lago dai colori che in ogni stagione regalano stupore e meraviglia. Ida è il nome dalla giovane contadina incontrata nella solitudine montana con la quale visse una passione totale fatta di fughe notturne e clandestinità in un paese lacerato dalla guerra. Ritornando scopre che Ida è morta lasciando una figlia. L’uomo inizia un viaggio attraverso il dialogo con le sorelle e le persone del paese conosciute durante la prigionia.

La narrazione esplora ed approfondisce i temi dei sentimenti, dei ricordi, del dolore, delle relazioni di famiglia, e il senso dell'identità e del legame con le radici. Attraverso evoluzioni psicologiche e strade emozionali diverse i personaggi affrontano le verità del passato per guardare al futuro con nuova consapevolezza. «Sono affascinata dal periodo storico della guerra e della Resistenza in Carnia, spiega Silva Ganzitti, in modo particolare dall’intreccio di piccoli cosmi personali che si intersecano con la grande Storia. Mi interessa soprattutto scoprire se nelle pieghe di vite diventate miei personaggi possano essere rimasti degli eventi che spiegano anche situazioni del presente».

La montagna non è solo lo scenario di un amore in tempo di guerra: «É un’entità viva, prosegue la romanziera, nel suo essere a strati percorsi da voci, segreti e vite diverse. Sauris in quegli anni era un paese isolato con una propria cultura e lingua, il saurano tutt’oggi vivo. Quasi un metaluogo silenzioso dove il rumore e la distruzione della guerra non arrivarono. Tempo fa proprio sul Messaggero Veneto lessi di alcuni neozelandesi in visita al paese e nacque così l’idea di questa storia. Facendo ricerche scopriì che in località La Maina vissero, in baracche poi sommerse dal lago, 300 soldati, prigionieri dei tedeschi, impiegati nella costruzione della galleria e della diga».

Accanto a Dwight la figura femminile protagonista è Nene, sorella di Ida, archetipo della donna di montagna. Entrambi cercano la verità nel passato per dare pace al loro presente. Con un lavoro di scavo psicologico dei personaggi riemergono memorie che aprono a nuove interpretazioni di fatti cruciali oltre gli strati di silenzi e omertà. «Ho cercato di trasformare i personaggi in persone, aggiunge l’autrice. Figure umane non eroiche ma dai tanti dubbi che assieme cercano di risolvere, desiderosi di vivere pensando».

La poesia dei colori delle forre e del lago di Avostanis trovano un poetico rimando di acque nella citazione petrarchesca di “Chiare, fresche et dolci acque, ove le belle membra pose colei che sola a me par donna”, sintesi di forza e bellezza. Dunque anche un romanzo dalla forte resilienza di un ideale matriarcato carnico per affrontare le conseguenze di lungo periodo delle guerre.

Il romanzo sarà presentato in anteprima il 24 gennaio al Centro etnografico “Casa di Sauris di Sopra”. —

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