Dragon Ball, Pokémon e One Piece: a Extracon si canta con Giorgio Vanni
Alla fiera del fumetto di Pordenone il musicista si esibirà alle 17.30 di sabato. «Racconto la giovinezza che è presente in ognuno di noi»

Ogni sua live una festa in cui si è liberi di cantare, liberi di ballar senza il filtro – ormai social-mente imposto – di uno smartphone, lo schermo a offuscar l’entusiasmo del proprio bambino interiore. «La libertà è un’avventura che non finisce mai»: mai per davvero. Giorgio Vanni a 62 anni canta ancora prestando fede alle sue parole, scritte di suo pugno per una sigla dei Pokémon, quasi un mantra per lui così come per coloro i quali, fedelmente, lo ascoltano. Giovani e meno giovani, amanti delle sue sigle, brani intramontabili legati ai cartoni animati più amati: Dragon Ball, Detective Conan, One Piece, Naruto e non solo.
Ma l’opera di Vanni comprende anche brani pop, raffinati arrangiamenti e fruttuose collaborazioni. Il cantante e musicista milanese, artista tout court, si esibirà dunque sabato pomeriggio sul palco centrale di Extracon, la fiera di Pordenone dedicata alla cultura nerd. Lo farà dalle 17.30 insieme ai Figli di Goku, sua band di supporto, e all’immancabile “ammiraglio” Max Longhi, produttore, arrangiatore e amico. «Vorrebbe portarmi a Sanremo», ci rivela su di lui Vanni. Intanto, a godersi il re delle sigle animate sarà il pubblico friulano.
Non è la prima volta che viene a Pordenone: che risposta si attende stavolta?
«Dovremo essere noi all’altezza delle attese del pubblico, questo è sempre il nostro primo pensiero. Sono felice perché quest’anno sul palco con me ci sarà anche la band: sarà fantastico. E so che lo sarà anche il pubblico. Solitamente si dice che al Nord la gente sia più fredda, ma noi ci riteniamo fortunati: ovunque andiamo troviamo sempre un calore pazzesco. E Pordenone non fa eccezione. L’entusiasmo è sempre fortissimo».
Ci può dare delle anticipazioni sulla scaletta?
«Ci sarà la sigla di He-Man, che è molto rock ed è sempre attesissima, quella di Kurochan. Un’altra cosa bellissima è che i pezzi dance che in questi anni abbiamo prodotto con Dj Matrix verranno eseguiti con la band».
Siamo all’inizio di un nuovo anno. Obiettivi per questo 2026?
«Ce ne sono diversi. In primis c’è da sfruttare il nuovo album uscito con Sony Music. Il disco è una raccolta di alcune fra le sigle più amate, cantate in versione originale, più l’inedito “Uno di noi”, una canzone che abbiamo dedicato alla nostra ciurma, il nostro pubblico, e che parla di un concetto molto importante».
Quale?
«Il riconoscimento del nostro “io bambino”, che è importantissimo. Io sono padre, marito, lavoratore, ma non sono meno maturo o responsabile se conservo il mio bambino interiore, che tra l’altro mi mantiene curioso, studioso. Ai miei concerti si dice che si torna bambini, ma in realtà chi viene si diverte con gli anni che ha, siano 17, 27, 40».
È questo il segreto della sua eterna giovinezza?
«Sono sempre stato così, dentro di me sono ancora il Giorgio di 12, 13 anni, la mia natura è quella. Questo, ripeto, non mi rende meno responsabile».
Le canzoni più richieste dai fan?
«Dragon Ball Gt. E “Oltre i cieli dell’avventura”, che amo moltissimo: adoro tutte le nostre sigle, ma questa la amo particolarmente perché la prima frase la scrissi io e la storica autrice e paroliera Alessandra Valeri Manera, mia grande ispiratrice durante il mio viaggio con Mediaset, decise di lasciarla».
Si entra in clima Sanremo: lei ci è già stato nel ’92. Ci tornerebbe?
«Sì, ma non so se sarà possibile. Nel mondo della musica sono molto considerato, ma non posso dire lo stesso per quello della televisione. Sembra che non abbia quel tipo di visibilità, per quanto anche lì la mia faccia inizi ad essere conosciuta. Va detto poi che, quando gli addetti ai lavori vedono i numeri dei nostri concerti, si rendono conto di quel che facciamo. Mi piacerebbe molto comunque, magari con una canzone che parla della mia storia. L’ammiraglio Max vorrebbe portarmici».
In Friuli è un ospite abituale, si diceva. Dovessero proporle una collaborazione per creare una sigla in friulano, accetterebbe?
«Certo, assolutamente. Io canto per tutti».
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