Al concerto dei Duran Duran il “modulo della tranquillità”
A disposizione dei fan della storica band britannica che accorreranno a Villa Manin il container realizzato dal progetto Space dell’Università di Udine per scaricare lo stress e prendersi una pausa dalla folla

I concerti si fanno sempre più inclusivi. Sabato 11 luglio, per il live dei Duran Duran sarà disponibile il “modulo della tranquillità” del progetto Space dell’Ateneo udinese in collaborazione con Eps.
Chi fa i concerti, da anni, sa che un’esperienza che si fonda sulle emozioni, forti, fortissime può generare anche dello stress, così, come è facilmente intuibile, ci sono anche persone che hanno bisogno di luoghi sicuri anche in mezzo alla folla.
Per ridurre l’intensità delle numerose sollecitazioni che accompagnano gli eventi ad alta concentrazione di pubblico è stato quindi realizzato il progetto Space dell’Università di Udine nato per migliorare accessibilità, inclusione e sicurezza nei grandi eventi. Questa sera verrà sperimentato un modulo mobile, che garantirà la presenza di un luogo tranquillo in cui verrà ridotta l’intensità delle numerose sollecitazioni che accompagnano gli eventi ad alta concentrazione di pubblico.
All’interno della villa si potrà quindi individuare un container colorato: è questo il modulo “speciale”. È lungo 6 metri, largo due e mezzo e alto tre, ed è stato scelto perché facilmente trasportabile, riconoscibile e adattabile a contesti diversi. Lo spazio interno è stato allestito con tessuti, arredi e materiali fonoassorbenti proprio per migliorare il comfort ambientale e attenuare le sollecitazioni visive e sonore degli eventi come i concerti. «Avremo come ospiti anche alcuni rappresentanti del Progetto Autismo», spiega Luca Tosolini di Eps Italia. Quello presente a Villa Manin è un prototipo, destinato a evolvere attraverso l’osservazione sul campo, il confronto con gli utenti e un processo di co-progettazione. Il modulo sarà disponibile dall’apertura dei cancelli fino al termine del concerto e potrebbe essere utile anche per coloro che soffrono di attacchi di panico, che potranno contare su uno spazio protetto anche nei concerti.

Il progetto, coordinato da Alberto Cervesato e Nicla Indrigo, è sviluppato dal Laboratorio Dalt sull’accessibilità ambientale, diretto da Christina Conti, del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura. È realizzato in collaborazione con Eps Italia, società benefit impegnata nella ricerca applicata sull’accessibilità degli eventi di massa. L’attività è realizzata in sinergia con il Centro regionale d’informazione su barriere architettoniche e accessibilità (Criba) e la Consulta regionale delle persone con disabilità e delle loro famiglie del Friuli Venezia Giulia.
La ricerca “Systemic process for accessibility in complex events” (Space) intende sviluppare strumenti, metodologie e buone pratiche in una prospettiva sistemica. In particolare, integrando spazio, organizzazione, comunicazione e comportamento delle persone. La realizzazione è stata possibile grazie anche al sostegno di La Cividina. (sg)
“Per il modulo è già in fase di programmazione l’utilizzo anche in altri eventi, mentre per il concerto dei Gorillaz in Piazza dell’Unità a Trieste tornerà il servizio inclusivo di traduzione del concerto e i giubbetti che vibrano per i sordi”, conclude Tosolini.
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