I 10 spettacoli imperdibili di Mittelfest 2026: la guida per esplorare il festival della Paura

Da Alessandro Baricco a Vasko Vassilev e Alessio Boni, una selezione di eventi tra Cividale e Gorizia per esorcizzare il caos del presente attraverso la musica, il teatro e la danza

Oscar D'Agostino

Come ricordava l'antropologo Ernesto de Martino, le comunità umane hanno il bisogno di “andare oltre la crisi dell'angoscia” per non cedere alla fine del mondo; l'arte diventa dunque lo strumento per esorcizzare il caos.

In un'epoca di incertezze geopolitiche, Mittelfest indaga la forza catartica del terrore. Il palcoscenico si fa spazio collettivo in cui, per citare la scrittrice Wisława Szymborska, “nulla è due volte”, e ogni brivido si fa consapevolezza. La paura dell'ignoto si tramuta in curiosità, quella dell'altro in abbraccio coreografico e il timore del silenzio in teatro-documento. Una sfida cruciale quella scelta quest’anno dal festival scegliendo questo tema: abitare lo spavento per scoprire che dove il buio è fitto può accendersi una nuova luce.

Ecco i dieci spettacoli assolutamente imperdibili dell'edizione 2026 di Mittelfest.

From Fear to Light

Il celebre musicista bulgaro Vasko Vassilev, primo violino della Royal Opera House, arriva a sconvolgere Mittelfest insieme al suo quintetto, i Covent Garden Soloists, inaugurando la rassegna in Piazza Duomo il 17 luglio alle 21.30. Un concerto-evento in cui il virtuosismo classico si fonde con sonorità. L'obiettivo artistico è superare l'angoscia della contemporaneità, offrendo un viaggio sonoro capace di rischiarare le ombre che avvolgono il presente.

Romano Drom con Prikezhia

Mercoledì 22 alle 21.30 in piazza Duomo tocca ai Romano Drom con Prikezhia, altra prima nazionale: i gipsy-valacchi ungheresi portano l'energia contagiosa e i ritmi senza confini della Mitteleuropa in un mix malinconico e travolgente, una fusione di strumenti tradizionali a corda e a percussione con la batteria e il basso moderno.

Una Traviata da cortile

Il cortile dell’Azienda Zorzettig ospita lunedì 20 luglio alle 19.45 una rilettura intima del capolavoro di Verdi firmata dallo scrittore Alessandro Baricco. Accompagnato da voci liriche e musicisti, lo scrittore smonta e rimonta l'opera sotto le stelle, superando il timore reverenziale verso la tradizione classica e affrontando apertamente il senso di caducità del tempo.

Era di maggio

Sabato 25 luglio alle 21.30 la voce del celebre attore Alessio Boni e l'Orchestra LaCorelli portano in scena al Teatro Verdi di Gorizia una prima assoluta scritta dallo scrittore friulano Flavio Santi. Un racconto profondo ambientato nel maggio 1976, dove la quotidianità friulana si intreccia con i sogni e le ombre del terremoto che devast il Friuli. Una riflessione sulla fragilità umana e sulla successiva ed epica forza della ricostruzione territoriale.

Bébi. Il primo amore

Prima assoluta sabato 18 luglio al Teatro Ristori, tratto dall’omonimo romanzo di Sándor Márai, con Andrea Bosca diretto da Giacomo Pedini, una coproduzione di Mittelfest e Bam Teatro. Un monologo che racconta, nel microcosmo di un liceo, il rapporto tra un professore solitario e due studenti agli antipodi sociali, in un crescendo di tensioni sottili dove il confine tra realtà e immaginazione si fa sempre più labile.

Hold your horses

Ospitato nella Chiesa di San Francesco venerdì 17 luglio alle19.30, questo vibrante spettacolo di danza contemporanea mette in scena la necessità di aggrapparsi agli altri nel momento del pericolo. Una performance energica che unisce danza acrobatica e musica dal vivo, offrendo una profonda riflessione sulla solidarietà come unico argine alla disgregazione della civiltà.

Il Demoniaco

Venerdì 24 luglio alle 21.30 in Piazza Duomo un concerto orchestrale che evoca le atmosfere epiche, cupe e tempestose delle grandi composizioni romantiche della Mitteleuropa. Protagonisti il pianista Gabriele Strata, il violinista Christian Sebastianutto e la Fvg Orchestra diretta da Paolo Paroni. Il programma accosta tre capolavori: il visionario Totentanz di Liszt, il leggendario Trillo del Diavolo di Tartini e le intense Metamorphosen di Strauss.

Chi perdona

Una coproduzione internazionale di Jeton Neziraj, con regia di Blerta Neziraj, tra Kosovo, Sudafrica, Portogallo, Italia, Germania, Norvegia e Francia. Nel 1990 il Kosovo lancia un movimento per riconciliare le faide sanguinose; nel 1995 il Sudafrica istituisce la Commissione per la Verità e la Riconciliazione dopo l'apartheid. Una riflessione sul perdono come mezzo di guarigione sociale e di liberazione.

Lumen

Spazio alla musica domenica 19 luglio alle 21.30: con il concerto dei Dagadana, Piazza Duomo si trasforma grazie a un'esperienza immersiva di luci e calde atmosfere sonore. Una performance pensata per sconfiggere l'oscurità e l'isolamento attraverso la condivisione dello spazio pubblico, inteso come un inno luminoso alla resistenza comunitaria e alla rinascita dei legami interpersonali.

Esploratori o geografi

Domenica 26 luglio alle 21.30 l festival si chiude con un grande viaggio in Piazza Duomo con uno spettacolo che unisce lo storytelling dell'esploratore Alex Bellini e le musiche elettroniche di Luca Lagash, esplorando il confine tra la conoscenza diretta (l'esploratore) e quella mediata (il geografo) partendo da Il Piccolo Principe.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto