Luca Carboni emoziona Villa Manin: il ritorno sul palco dopo la malattia conquista il pubblico
Due ore di concerto tra grandi successi, ricordi e momenti di intensa emozione per l'artista bolognese, che racconta la sua rinascita e incanta migliaia di spettatori nella suggestiva cornice della villa storica friulana

Con Luca Carboni, venerdì sera, Villa Manin si è riempita di musica e di ricordi.
C’è stato un tempo in cui Carboni metteva in musica i sogni, i desideri, fragilità e incertezze dei suoi coetanei.
I giovani degli anni’80 e ‘90, che si innamoravano, si lascavano, e talvolta avevano paura di restare soli si ritrovavano tra le strofe delle sue canzoni e quei giovani di allora sono arrivati a Codroipo ieri sera, per ritrovare il loro idolo. Sono passati gli anni, certo, ma per l’artista bolognese è come se fosse passata una vita intera.
Lo ha spiegato all’inizio, dopo aver scelto di aprire la serata con “Primavera”, canzone simbolo di rinascita.
Una scelta che arriva dai giorni di malattia, in cui non aveva nemmeno la certezza di poter tornare su un palco, e che si concretizza ora, nel momento in cui riprende il suo viaggio nella musica, “con 100 milioni di cuori, di matti che mi hanno accompagnato e che sono qui”, ha rivelato al pubblico prima di sottolineare la bellezza di Villa Manin.
“È un’emozione essere in questo posto meraviglioso di cui ho sempre sentito parlare ma in cui non sono mai stato a suonare”. Carboni andrà avanti fino a settembre con questo tour che mescola le sue musiche ai suoi disegni, offrendo al pubblico l’immagine reale di un artista a tutto tondo che per qualche tempo è rimasto nell’ombra.
La scaletta per il suo ritorno è un best of the best da capogiro, che spazia tra “Farfallina”, “Silvia lo sai”, “Caro Gesù”, per passare a Bologna, la sua città, che viene narrata nel libro che “finalmente sono riuscito a finire e in cui ha racchiuso anche tutti i luoghi per lui importanti come “la mia ciffá, Bologna, San Luca e la cantina in cui provavamo con i ragazzi, la mia isola” rivela prima di spiegare la genesi di un brano nato nel porticciolo di Riccione come la dolcissima “le storie d’amore” che, assicurava allora “no, non finiscono mai”.
E Bologna viene fotografata, tradotta in parole, raccontata in tantissime sue canzoni, talvolta come sfondo di una storia, altre volte da protagonista. Non a caso il suo ritorno alla musica, recentemente, è stato proprio con “San Luca”, una canzone che “in questo concerto pensavo di non fare ma è troppo importante per me”.
E’ stato proprio con quel brano, in coppia con Cesare Cremonini, che Carboni è tornato, in forza, per i suoi fan: un primo passo fino a ritrovare il palco. E nell’estate 2026, dopo avere sentito Cremonini duettare con la voce registrata di Carboni, in molti ieri hanno potuto ascoltare la versione di Carboni, con Cremonini registrato: il risultato, va detto, non cambia: i brividi ci sono sempre.
Due ore di musica abbondanti, affidata a una band solida, hanno quindi regalato al pubblico uno scorcio di quell’Italia che non c’è più ma che allora poteva anche “andare al mare a guardare le ragazze”, ricordandosi che, ora come allora, “ci vuole un fisico bestiale” per resistere nel mondo.
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