Udine celebra Tina Modotti nel quartiere dove nacque
Una mostra oggi a centotrent'anni dalla nascita: inaugurazione alla Quiete di Borgo Pracchiuso

Una mostra dentro la verità che si spera possa girare presto in altri spazi. Questo è: “Tina Modotti. Un profilo bibliografico a centotrent’anni dalla nascita”, l’evento a cura di Marì Domini e Cristina Burelli che inaugura oggi a Udine, negli spazi de “La Quiete” in Borgo Pracchiuso, quel luogo dove Tina Modotti (Udine 1896- Città del Messico 1942) è nata. L’iniziativa della mostra, che trae origine, forza narrativa e bellezza intellettuale dall’Archivio di Riccardo Toffoletti, curato dalla moglie Marì, è del Comitato Tina Modotti, insieme all’Aps Borgo Pracchiuso e Porta Cividale, e sarà visitabile soltanto fino a domenica 15. Oggi venerdì alle 12, negli spazi della Quiete (ingresso da via Pracchiuso) l’antropologo e saggista Gianpaolo Gri presenterà l’iniziativa anche in occasione della sentita festa dedicata a San Valentino, che se banalmente è amore, sicuramente in questo contesto è l’amore per la verità storica legata alla figura di Tinissima, l’udinese più famosa al mondo, da parte di Riccardo Toffoletti (1936-2011) e ora del Comitato Tina Modotti.
Tutto nasce dall’incontro tra Toffoletti e Vittorio Vidali, a Udine nel 1971, durante una manifestazione in onore dei friulani superstiti che avevano combattuto nel 1936/1939 per la libertà della Spagna. “La serata era stata organizzata dal Circolo culturale Elio Mauro – racconterà poi il fotografo – . L’ultimo a prendere la parola quale invitato speciale fu Vittorio Vidali, il comandante Carlos che ci raccontò di Tina Modotti e in modo particolare della sua travagliata vita di combattente”. “Concluse volendo far dono al nostro circolo – continua – di una piccola pubblicazione stampata in Messico nel 1942, pochi mesi dopo la morte di Tina”.
Vittorio Vidali (nato nel 1900 e scomparso nel 1983), antifascista triestino, era stato infatti combattente nella guerra civile in Spagna, poi Senatore della Repubblica italiana e compagno nella vita di Tina Modotti. Tina e Vittorio si erano conosciuti negli Stati Uniti nel 1927. Impegnati in Messico, dopo l’espulsione (1930), furono insieme in Unione Sovietica, impegnati in diverse missioni, poi nella guerra di Spagna e, dal 1939, nuovamente in Messico. E così questo libro donato da Vidali, che è “Tina Modotti. Mexico 1942”, e che riportava in bianco e nero il funerale di Tina in Mexico e un ritratto di Tina da una foto di Edward Weston del 1926, era una rarissima pubblicazione voluta dagli amici di Tina poco dopo la sua scomparsa avvenuta nella notte tra il 5 e il 6 gennaio del 1942, quando morì improvvisamente d’infarto. Nel marzo del 1973 venne finalmente stampata “Tina Modotti. Garibaldina e artista”, in assoluto la prima pubblicazione sull’argomento nel mondo, che conteneva la traduzione fedele e integrale del volumetto del 1942. La presentazione venne fatta in Sala Ajace a Udine, con numerose adesioni del calibro di Rafael Alberti, Pablo Picasso, Manuel e Lola Alvarez Bravo, Renato Guttuso; tutti amici di Tina. “Vittorio Vidali visibilmente commosso”, racconterà poi Toffoletti, “esordì dicendo che da oltre trent’anni aspettava quel momento.”
Ecco, “Tina Modotti. Un profilo bibliografico a centotrent’anni dalla nascita”, questo è: il giusto omaggio, attraverso i libri, e ancora oggi con le mostre internazionali a cura del Comitato, a “non dunque un’avventuriera misteriosa e fatale, ma una donna naturale, cioè leale e buona”, come scriverà Vidali stesso nel 1982. “Che poi sono le qualità più difficili, che costano di più, che possono portare proprio in una trincea, e spezzare il cuore in giovane età”.
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