A Pordenone torna “Contrappunti” per i giovani interpreti
Quattro concerti, quattro ensemblee uno sguardo sulle nuove generazioni: si parte giovedì 19 febbraio con il “Premio Paganini” Giuseppe Gibboni

Quattro concerti, quattro ensemble e uno sguardo sulle nuove generazioni della musica classica: torna al Teatro Verdi di Pordenone Contrappunti, la rassegna che mette al centro giovani interpreti di respiro internazionale e programmi con linguaggi non convenzionali mostrando come la tradizione possa rigenerarsi proprio nel confronto ravvicinato tra le voci.
All’interno delle “Architetture del sentire” che guidano la proposta artistica del Verdi, come sintetizzato dal consulente musicale Alessandro Taverna, Contrappunti ne rappresenta il nucleo essenziale. Il luogo dove il pensiero musicale si fa dialogo, geometria e gesto, liberandosi dalla compagine orchestrale.
Qui la musica da camera torna a essere laboratorio intellettuale e sensoriale, terreno privilegiato per osservare una generazione di musicisti che, pur giovani, ha già superato i confini della formazione per misurarsi con una piena maturità interpretativa.
«Dopo il successo della passata edizione non poteva mancare anche nel programma musicale 2026 una rassegna tutta imperniata sulle nuove generazioni», sottolinea il presidente del Teatro Verdi, Giovanni Lessio. «È un onore e al tempo stesso un impegno artistico preciso presentare al pubblico interpreti che calcano i palcoscenici internazionali e che fanno della qualità, della freschezza e dell’audacia il tratto distintivo del loro lavoro».
Il percorso di Contrappunti si articola in quattro concerti (sempre alle 20.30, tre in sala palcoscenico e uno nello Spazio Due sempre con ingresso da via Roma) ciascuno costruito per scoprire nuove personalità e stili musicali. Si parte giovedì 19 febbraio con l’incontro tra il violino di Giuseppe Gibboni, vincitore del Premio Paganini, e la chitarra di Carlotta Dalia.
Un dialogo musicale tra strumenti “a corda” che ha segnato la letteratura dell’Ottocento italiano, ma con uno sguardo contemporaneo, spaziando dal rigore di Tartini alle vertigini tecniche di Paganini, fino alle suggestioni mediterranee di Turina e alle tensioni urbane di Piazzolla. Al centro non c’è il virtuosismo come esibizione, bensì come elemento strutturale e scelta interpretativa.
Il secondo appuntamento, il 5 marzo, affida al quartetto di sassofoni Signum il racconto del “sogno americano” che attraversa spazi, ritmi e contaminazioni del Novecento. Dvořák, Gershwin e Bernstein diventano materia fluida nelle mani di un ensemble che scardina i confini tradizionali dello strumento, dimostrando come il sassofono possa interpretare il repertorio colto con rigore e sorprendente capacità, passando dal sussurro lirico a una potenza quasi orchestrale.
Il 17 aprile il focus si sposta sul dialogo intimo tra violoncello e pianoforte con Ludovico e Leonora Armellini. Fratelli nella vita e partner sulla scena, affrontano un repertorio che dal tardo Romanticismo si spinge verso il primo Novecento, con al centro la Sonata op. 65 di Chopin. Attorno, pagine di Busoni, Omizzolo e Fano disegnano una scrittura cameristica dove l’architettura si traduce in suono e la complicità supera lo spartito mentre gli strumenti dialogano con una naturale complicità.
Il gran finale, il 21 maggio, è affidato al Quartetto Aires e al progetto I 4 Elementi: quattro fisarmoniche per esplorare una dimensione sinestetica in cui aria, terra, acqua e fuoco diventano sostanza sonora. Un repertorio originale che trasforma il respiro dei mantici in materia viva, ridefinendo continuamente l’orizzonte timbrico dell’ensemble e riaffermando la forza comunicativa di uno strumento ancora capace di sorprendere.
In Contrappunti la musica da camera si conferma non come spazio del passato, ma come luogo privilegiato per ascoltare il presente. Un invito a riconoscere nelle nuove generazioni il futuro della musica classica e una voce già pienamente consapevole del proprio tempo. È possibile abbonarsi ai quattro concerti al costo di 55 euro o accedere con singolo biglietto.
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