Udine celebra i 420 anni dell'Accademia: quattro secoli di sapere tra storia e resilienza

Martedì l'inaugurazione dell'anno accademico a Palazzo Mantica con il professor Testolin. La presidente D'Aronco: «Siamo la più antica istituzione del Friuli, custodi di un patrimonio immateriale unico».

Fabiana Dallavalle

L’Accademia Udinese di Scienze, Lettere e Arti, inaugura il 420° anno accademico con la prolusione “L’agricoltura nell’antropocene: dal mito della rivoluzione verde alla sostenibilità” del professor Raffaele Testolin. L’appuntamento è per martedì, alle 18, nella sede di Palazzo Mantica, a Udine (Via Manin 18). Alla presidente Maria Amalia D’Aronco abbiamo chiesto di introdurci all’importante istituzione per oltre quattro secoli ha mantenuto la sua identità culturale.

Presidente D’Aronco cos’è l’Accademia Udinese di Scienze Lettere e Arti e dov’è il suo patrimonio?

«È la più antica istituzione culturale di Udine e del Friuli. L’associazione nasce come Accademia degli Sventati a palazzo Antonini, nell’attuale piazza Garibaldi col motto dantesco «Non è qua giuso ogni vapore spento». L’attuale Accademia risale al 1824. Il suo patrimonio si può definire un “patrimonio immateriale” in quanto è il risultato del secolare impegno e contributo dei suoi membri alla crescita di Udine e del Friuli. Importanti l’Archivio antico e la biblioteca specialistica».

Le Accademie italiane sono istituzioni plurisecolari. Quella di Udine, tra le più antiche, festeggia i suoi 420 anni. Secondo lei grazie a quali strategie ha raggiunto questo importante traguardo?

«Quattrocentoventi anni di storia, quasi senza interruzioni, sono un traguardo abbastanza eccezionale dovuto all’atteggiamento culturale e spirituale che fortemente caratterizza questa istituzione che, nella sua prima rifondazione, intorno alla metà del Settecento, volle denominarsi Accademia di Udine, legata quindi anche istituzionalmente alla sua città. Tra i fondatori Antonio Zanon, Fabio Asquini, Girolamo Venerio, per nominare solo alcuni, i cui nomi sono familiari a chi si muove in città. A loro si devono innovazioni fondamentali che cambiarono la storia agraria del Friuli. E poi l’Ottocento con accademici quali Arturo Malignani, Giovanni Marinelli, Vincenzo Joppi. ..»

Di quali beni culturalmente significativi, fruibili al pubblico, dispone l’Accademia?

«Senz’altro il suo archivio storico e la biblioteca specializzata ora conservati presso la sede dell’Accademia, Palazzo Mantica in via Manin a Udine. L’Archivio per la storia della città e dei suoi cittadini, la biblioteca in quanto contiene sia gli scambi con accademie italiane ed estere a partire dall’Ottocento, un patrimonio bibliografico unico in Regione, sia le proprie pubblicazioni tra cui la rivista “Atti” pubblicata dall’Ottocento e ora consultabile sul Portale Riviste Friulane che contiene tutte le conferenze, che noi chiamiamo “letture” tenute annualmente da studiosi, letterati, scienziati, professionisti accademici e invitati dall’Accademia».

Qual è l’attualità delle Accademie in Italia e della nostra in particolare?

«Come nella loro storia secolare, le Accademie sono composte da studiosi, artisti, letterati e professionisti che nel confronto tra le singole discipline riescono ad offrire spunti, visioni».

La Regione e lo Stato provvedono a sostenere le esigenze primarie di queste Istituzioni di cultura?

«Nel caso nostro non vi è più, da anni, lo storico supporto; oggi l’Accademia riesce ad avere qualche sostegno partecipando ai bandi regionali».

Attraverso quali azioni culturali e iniziative l’Accademia apre alla cittadinanza?

«L’attività dell’Accademia si muove tra iniziative culturali definibili di alta divulgazione, quali le letture che coprono un ventaglio di argomenti che vanno dalla medicina all’architettura, dalla scienza alla letteratura e all’arte, coinvolgendo professionisti ed esperti di riconosciuto valore, e la presenza qualificata nell’organizzazione di convegni ed eventi quali, per es., il centenario per il Maestro e socio Giuseppe Zigaina nel 2024. L’attenzione verso il mondo che ci circonda è ben evidenziata dalla scelta della lettura che inaugurerà il 420° anno accademico, affidata ad uno studioso quale il professor Testolin, agronomo, esperto di risorse genetiche vegetali, ora presidente della società agricola “Contessa Florio” costituita dalla Fondazione Attilio Maseri dell’Università di Udine che affronterà il complesso problema de L’evoluzione dell’agricoltura verso la resilienza e la sostenibilità».

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