TreeArt a Buttrio: al via la mostra di Giorgio Celiberti

La settima edizione ospita le opere dell’artista udinese: un percorso nella memoria visitabile fino all’1 agosto​​​​​​

 

Fabiana Dallavalle

 

La settima edizione del Festival TreeArt, nel segno del “Tempo: il ritmo della terra”, apre giovedì con una serie di incontri e alle 18 inaugura la personale del maestro Giorgio Celiberti, con la curatela di Carlo Stragapede (visitabile fino al 1° agosto), negli spazi di Villa di Toppo Florio in cui dimora una monumentale stele destinata a entrare nel patrimonio artistico del parco che il festival sta costruendo anno dopo anno.

Infatti, fino al 12 luglio TreeArt trasformerà Villa di Toppo Florio in un laboratorio dove arte, spettacolo dal vivo e divulgazione scientifica si incontrano per interrogarsi sul tema dell’edizione e sul ruolo degli alberi e delle foreste urbane nell’evoluzione delle città contemporanee. Ideato e curato da Patrizia Minen, il festival è promosso dall’Associazione TreeArt presieduta dal docente ed ecologo forestale Fabio Salbitano,

La giornata prenderà dunque avvio già dal mattino con una serie di incontri di divulgazione scientifica. Apre il programma Marco Marchetti, presidente della Fondazione AlberItalia, e Giorgio Alberti, dell'Università di Udine, con una riflessione dedicata al valore delle foreste vetuste e al loro ruolo negli equilibri ecologici.

Seguirà l'intervento del dendrocronologo Paolo Cherubini, docente alla University of British Columbia di Vancouver che mostrerà come gli alberi costituiscano autentici archivi della storia del pianeta, capaci di custodire la memoria dei cambiamenti climatici e ambientali.

In piena sintonia saranno certamente le opere d’arte a firma di Giorgio Celiberti: la mostra propone infatti un percorso nel quale l’affresco diventa pelle della memoria mentre cuori trafitti, farfalle, incisioni e segni arcaici restituiscono una poetica che affonda le radici nella storia dell’uomo e nella sua tensione verso l’eternità.

Qui l’opera dell’artista friulano trasforma il tempo da semplice successione cronologica a sostanza viva, materia plastica e spirituale capace di mettere in relazione natura, memoria e coscienza.

Alla personale si aggiunge la monumentale stele in alluminio “Lettera aperta, con svelamento al pubblico nel pomeriggio di domani, venerdì. L’opera in alluminio è pensata per ergersi tra gli alberi secolari come custode della memoria.

Il metallo, freddo e industriale, viene trasformato dal gesto artistico che ne incide la superficie con graffiti arcaici, numeri e simboli universali, un monolite luminoso rivolto alla luce che si fa argine contro l’oblio.

L’inaugurazione ufficiale del festival, con i rappresentanti delle istituzioni, è fissata per il pomeriggio di domani. Attesa Gabriella Greison, fisica, scrittrice e drammaturga, che sabato sera porterà in scena “La lunghezza d’onda della felicità”.

 

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