The Animal Kingdom: una misteriosa pandemia ibrida uomini e animali

Il thriller fantascientifico del regista Thomas Cailley. Un’opera sorprendente e visionaria non solo per giovani

Gianmatteo Pellizzari
Paul Kircher, uno dei protagonisti del film The Animal Kingdom
Paul Kircher, uno dei protagonisti del film The Animal Kingdom

Giochiamo a carte scoperte: l’idea di affrontare The Animal Kingdom non ci entusiasmava. Né dopo aver sfogliato il pressbook né, tantomeno, dopo aver guardato il trailer.

Ancora una favoletta modaiola cucita su misura per il pubblico young adult, pensavamo, con gli highlights più cari alla Gen Z messi strategicamente in bella mostra e l’immancabile “futuro prossimo” (parlare di oggi fingendo di parlare di domani) scelto come habitat. Sbagliavamo? Sbagliavamo. Non sul fronte dei contenuti, perché  The Animal Kingdom è davvero un manifesto dove i ragazzini possono specchiarsi e riconoscersi, ma sul fronte della costruzione visiva e narrava, perché “The Animal Kingdom” è tutto tranne un semplice teen movie.

Forte di un esordio folgorante ma lontano (“The Fighters - Addestramento di vita” risale al 2014), il regista e sceneggiatore francese Thomas Cailley non ha dimenticato come si fa e come si scrive un film. Non lo ha dimenticato per niente.

Ed ecco, appunto, un centratissimo racconto di formazione che naviga morbidamente tra i generi (fantasy, horror, thriller, dramma familiare) e non s’incaglia mai nel moralismo spicciolo.

Un’opera sorprendente e visionaria che, rileggendo il trauma universale del Covid-19, immagina le conseguenze di una misteriosa pandemia.

Cosa succederebbe se un virus ibridasse gli uomini e gli animali? La nuova specie, la comunità dei mutanti, verrebbe accettata o verrebbe ghettizzata?

Partendo dalle intense dinamiche di un rapporto padre-figlio (il talento del giovanissimo Paul Kircher è oro puro), The Animal Kingdom sviluppa un’acuminata riflessione sociale e coniuga perfettamente lo spettacolo, la provocazione e l’impegno. Le urgenze dell’attualità e le esigenze del box office. Niente male per quello che sembrava solo un outsider di fine stagione!

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