Le Orsoline, la scuola, Lignano: l’albero delle matite di Ada Iuri
Il libro (Gaspari editore) sarà presentato domenica 31 agosto al Monastero delle Orsoline a Cividale

Verrà presentato domani, domenica 31 agosto alle 19, a Cividale, nel Monastero delle Orsoline, dove tutto è cominciato, L’albero delle matite (Gaspari Editore) di Ada Iuri. Interverranno il sindaco di Cividale, Daniela Bernardi, e l’assessore alla Cultura, Angela Zappulla.
L’autrice ha frequentato il prestigioso “Istituto Orsoline”, faticando a sopportare «rimproveri, castighi e pentimenti inutili». Un po’ ribelle, ma molto studiosa. La vediamo, tra le pagine del libro, nel monastero silenzioso, svuotato dalle altre studentesse a fine scuola, preparare la tesina su Cividale per la maturità. Qualche capitolo più in là, la ritroviamo maestra, nell’istituto in cui era stata allieva. Al rigore delle regole delle Orsoline fa da contrappunto il mare di Lignano, la libertà e la tenacia della duna, che per Ada Iuri custodisce e protegge emozioni e storie. «È nella colonia vicino alla duna che ho imparato a stare con le persone».
Una forma di allenamento mentale per i successivi 44 anni di insegnamento, a Cividale, a Lignano e anche a Forni Avoltri, accompagnata dalla «voce argentina del torrente Degano». Insegnare, per lei, è stato «credere negli altri».
Ne è valsa la pena, anche se a volte gli adulti l’hanno tradita. Non i bambini. Ada Iuri racconta con umiltà ciò che le persone le hanno dato: “angeli della didattica”, artisti, genitori, colleghi, come la maestra Rita con il suo sorriso disarmante, capace di mille sfumature. Maestri sono stati i bambini: «Ho sempre cercato di imparare da loro, perché sono liberi, obiettivi, spesso spietati, ma sempre giusti».
Insegnare è non barare: «Insegni ciò che sei, non ciò che sai». Il libro invita a cogliere il valore della condivisione, ma anche dell’unicità: ogni bambino custodisce «capacità e meraviglie» come ogni «piccolo fiore capriccioso che trasforma la sabbia in un paesaggio irripetibile». Troviamo una sorta di didattica delle storie: lette, ascoltate, recitate, disegnate, musicate. «Musica e teatro furono due strade per imparare».
Belli quei ragazzi alle prese con la realizzazione delle scenografie. È necessario un rapporto tra scuola e territorio: «La scuola è parte fondamentale di un territorio, deve condividerne progetti, percorsi e decisioni e insegnare ai ragazzi il senso della Comunità».
Nella prefazione, Daniele Castellani definisce il libro «un'idea compiuta di scuola e di comunità: un progetto senza fine, in continua evoluzione». Nell'introduzione, Luca Fanotto, ex alunno di Ada, ricorda le aule senza pareti e i valori trasmessi: la cura reciproca, la geografia delle emozioni, l'atlante di possibilità: «Lezioni che continuano a fiorire».
Il libro è dedicato alla nipote Matilde, «perché anche la sua scuola sia un mondo meraviglioso».
Per Ada Iuri, i disegni dei bambini sono l’essenza del loro pensiero. Il titolo del libro è essenza, pensiero: “L’albero delle matite”, «con le fronde basse, raggiungibili dai bambini», è la pianta magica dell’accoglienza. Eccoli cercare i frutti. La vita stessa forse è la ricerca di quell'albero, della propria matita per tracciare un segno.
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