Il Teatrone apre la stagione con il musical Amélie

Inaugurazione il 16 ottobre con lo spettacolo tratto dal celebre libro, protagonista Giulia Ottonello. Tra gli ospiti Branciaroli, Orsini, De Capitani e Zingaretti

Gian Paolo Polesini

 

Ci avviciniamo ai trenta. Il pensiero anticipa spesso l’evento: il Giovanni da Udine prese vita e palcoscenico il 18 ottobre 1997 con la monumentale “Sinfonia dei Mille” di Gustav Mahler, però la stagione 2026-2027 è la trentesima, proprio quella che ieri il presidente Paolo Vidali e i direttori artistici di Prosa, Roberto Valerio, e di Musica e Danza, Paolo Cascio, hanno illustrato al gentile pubblico, evidenziando un’opulenza alla quale siamo stati educati da un teatro che non ha mai smesso di sfidare decenni anche impegnativi, anzi, spingendosi sempre oltre la tradizione classicheggiante dei cartelloni di accoglienza.

Vidali benedice il raccolto, «in linea con le appaganti edizioni passate», e sottolinea il valore dell’immagine grafica firmata da Lorenzo Mattotti: un affaccio simbolico sul castello cittadino che sembra suggerire come il Giovanni da Udine sia ormai parte integrante del paesaggio e dell’identità del capoluogo.

«Questa è un’istituzione fortemente voluta dalla città – ha ricordato il sindaco Felice De Toni – che nel tempo si è affermata come punto di riferimento culturale del Friuli. Le oltre 62 mila presenze della scorsa stagione confermano un trend di crescita». L’assessore Federico Pirone ha invece richiamato l’aumento delle alzate di sipario, passate dalle 201 del 2023 alle 241 del 2025, insistendo soprattutto sulla funzione sociale del teatro, attraverso i progetti inclusivi e i percorsi dedicati alle famiglie e alla scuola. «Una comunità aperta – ha detto – che raccoglie l’eredità di un’idea cara all’allora sindaco Enzo Barazza: il Giovanni da Udine come simbolo della caparbietà friulana e della vocazione europea della città».

Riassumere in uno scritto secco e limitato tutta la potenza di fuoco di prosa, musica e danza — inglobando le acclamate “Lezioni di Storia” a cura di Laterza — è piuttosto impegnativo, ma ci si può riuscire tenendo ben saldi alcuni fulcri sui quali gira l’intero grande show lungo nove mesi.

L’inaugurazione, anzitutto. Il 16 ottobre tutti i riflettori si accenderanno su un musical, novità assoluta. E non su uno qualsiasi, ma sulla prima nazionale di “Amélie”, ispirato al film culto “Il favoloso mondo di Amélie”, con Giulia Ottonello protagonista e la regia di Eugenio Contenti.

È il segnale di una stagione che ama sorprendere. Lo conferma anche “Frida Opera”, dedicato a Frida Kahlo e costruito su un dialogo ideale con la friulana Tina Modotti. Arriveranno alcuni dei nomi più autorevoli del teatro italiano. Umberto Orsini, magnifico ragazzo del 1934, racconterà oltre settant’anni di palcoscenico in “Prima del temporale”; Elio De Capitani riporterà Arthur Miller con “Erano tutti i miei figli”, testo che continua a interrogare il presente sulle responsabilità della guerra; Franco Branciaroli affronterà Pirandello con “Non si sa come”, mentre Luca Zingaretti accompagnerà il pubblico nell’universo visionario delle “Città invisibili” di Italo Calvino.

Il cartellone guarda anche a un pubblico più ampio con “Falstaff” interpretato da Emilio Solfrizzi, “Notte prima degli esami” con Flavio Insinna e un allestimento dedicato al commissario Montalbano. In chiusura il thriller psicologico “La reginetta di Leenane”, affidato ad Ambra Angiolini e Ivana Monti.

Non mancheranno gli appuntamenti de “Gli unici” – fra i quali risalta l’omaggio di Neri Marcorè a Giorgio Gaber – e dei vari “Sguardo donna”, “Teatro insieme” e “Casa Teatro”, ormai presenza irrinunciabile nella proposta del Teatrone.

Prima ancora dell’apertura ufficiale, l’11 e il 12 settembre, il teatro ospiterà la prima nazionale de “I Turcs tal Friûl”, il capolavoro pasoliniano affidato alla regia di Alessandro Serra nel cinquantesimo anniversario del terremoto. Non mancherà l’inchino scenico al centenario della nascita di Dario Fo con un progetto ideato e diretto da Claudio de Maglio insieme all’Accademia Nico Pepe di Udine.

Se la prosa sceglie di stupire, la musica replica con uno dei cartelloni più ambiziosi degli ultimi anni. Il filo conduttore passa attraverso Johannes Brahms e le celebrazioni del bicentenario della morte di Beethoven, che accompagneranno l’intera stagione. L’apertura sarà affidata alla Dresdner Philharmonie con Emmanuel Ax al pianoforte. Poi sfileranno alcune fra le migliori orchestre europee insieme a direttori e solisti di primo piano: dal ritorno di Daniele Gatti con l’Orchestra Mozart al debutto dei Bamberger Symphoniker guidati da Jakub Hrůša con Beatrice Rana, dal recital del vincitore del Concorso Chopin Rafał Blechacz all’arrivo delle sorelle Katia e Marielle Labèque, fino al ritorno di Marc Minkowski con “Les Musiciens du Louvre”.

Il gran finale avrà il valore di un manifesto: la “Sinfonia n. 9” di Beethoven affidata all’Orchestre Révolutionnaire et Romantique e al Monteverdi Choir.

Accanto alla grande classica si affiancheranno due produzioni operistiche, “Don Giovanni” di Mozart e “Aida” di Verdi, oltre a una stagione di danza capace di alternare il repertorio classico alla ricerca contemporanea. Fra le iniziative destinate a consolidarsi va ricordato, infine, “Nota Bene”, il format ideato dal teatro che unisce divulgazione, guida all’ascolto e concerto dal vivo. Dopo il positivo debutto dello scorso anno, il progetto cresce con due appuntamenti dedicati a Mozart e Šostakovič, affiancati da una replica riservata alle scuole, confermando l’attenzione verso un pubblico sempre più giovane.

 

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