«Sessant’anni fa sul set con Fellini» Ciangottini si racconta a Casarsa
Guglielmo Zisa
Entrano nel vivo a Spilimbergo “Le giornate della luce” , festival giunto alla quinta edizione, nato per celebrare il ruolo degli autori della fotografia del nostro tempo. La kermesse ideata da Gloria De Antoni, che la dirige con Donato Guerra, presidente dell’associazione spilimberghese “Il Circolo” si articola in proiezioni dei film in concorso, incontri con fotografi di scena, registi e attori, masterclass e percorsi espositivi.
Anche questa edizione culminerà nell’attribuzione del premio “Il quarzo di Spilimbergo-Light award” , riconoscimento attribuito al miglior autore della fotografia di un film italiano dell’ultimo anno.
Oggi è atteso l’arrivo dell’attrice Valeria Ciangottini: la giovane camerierina, miraggio di un’impossibile redenzione, che suggella il finale de “La dolce vita”, ricorderà quella primavera di sessant’anni fa sul set del capolavoro di Federico Fellini. Alle 21 al centro studi Pasolini di Casarsa l’attrice si racconterà.
Valeria Ciangottini quando interpretò quella parte della ragazzina che camminava sulla spiaggia del litorale laziale aveva appena tredici anni. «Io ero la piú piccola sul set» ha sempre ricordato l’attrice «e ho ancora davanti agli occhi, come se fosse oggi, tutto l’affetto della troupe nei miei confronti. Mi coccolavano tutti a cominciare da lui, da Federico Fellini, che era veramente delizioso e si comportava come un padre. Mi spiegava tutto con molta calma, e io facevo tutto con molta facilità e naturalezza, come spesso succede ai ragazzini di quell’età».
Scelta tra 4 mila partecipanti, Ciangottini racconta che Fellini la volle appena la vide. «’Ero arrivata su quel set perché il maestro aveva fatto sapere attraverso un annuncio che cercava una ragazzina intorno ai 14 anni. Ho convinto mia madre a portarmi da lui. Appena mi vide disse che ero proprio io quella che cercava».
All’incontro seguirà la proiezione del documentario “Noi che abbiamo fatto la dolce vita” (2009) di Gianfranco Mingozzi, ispirato all’omonimo libro del critico e amico di Fellini, Tullio Kezich.
Luciano De Giusti racconterà il contributo di Pasolini alla sceneggiatura del film. Ricca di appuntamenti anche la giornata di domani dove spicca l’incontro sui “musicarelli”, il fenomeno cinematografico degli anni Sessanta che sarà raccontato da uno dei protagonisti di allora, Shel Shapiro, con l’autore, il critico Steve della Casa.
Da domani al via anche le proiezioni dei film in concorso mentre nella giornata di venerdì sono in arrivo le due star di questa edizione, il maestro della cinematografia italiana Pupi Avati e il visionario e acclamato regista inglese Peter Greenaway. Gran finale domenica con l’assegnazione dei premi e la presenza d’eccezione di Simone Cristicchi. –
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