«Salivo il colle per vedere il monte Duranno»

Corona e il sindaco Honsell a Montagna in città. Lo scrittore di Erto ricorda gli anni udinesi al Bertoni
Di Fabiana Dallavalle
Udine 15 Maggio 2015 libro corona Copyright Petrussi Foto Press - Massimo Turco
Udine 15 Maggio 2015 libro corona Copyright Petrussi Foto Press - Massimo Turco

UDINE. Giusto il tempo di chiudere gli ombrelli e indossare le giacche a vento e gli udinesi si sono incamminati verso il colle per l’inaugurazione di “Montagna in città”, tre giorni di eventi che fino a domani animeranno il piazzale del Castello. Un intero week end all'insegna degli itinerari e delle proposte turistiche, ma anche dei personaggi della montagna che punta a far conoscere ai “cittadini di città” un patrimonio naturale unico. Cime, rifugi, camminate, itinerari e vette imbiancate raccontate attraverso una grande vetrina che mette in primo piano le tradizioni culturali, la storia e le ricche proposte gastronomiche. Ieri pomeriggio l’atteso taglio del nastro alla presenza delle autorità unite nella presentazione di una iniziativa nuova che ha già al suo attivo una trentina di stand tematici da quelli enogastronomici a quelli istituzionali. C’erano il sindaco Furio Honsell, l'assessore alle attività produttive e al Turismo del comune di Udine Alessandro Venanzi, il presidente della Provincia Fontanini («questo evento è ospitato in un luogo simbolo del Friuli») e il vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello («le nostre montagne non hanno nulla da invidiare alle altre»), il sindaco di Tolmezzo Francesco Brollo, il neo presidente della società alpina friulana Antonio Nonino («le nostre montagne hanno trecento milioni di storia») e il presidente di Asso Rifugi Stefano Sinuello («ricordo che i nostri rifugi sono quasi tutti gestiti dalle donne»), oltre duecento persone si sono radunate ad ascoltare Mauro Corona che ha presentato il suo ultimo libro “I misteri della montagna” (Mondadori) e il sindaco Honsell. «Siamo un ricercatore e un cercatore – ha esordito il primo cittadino – qui insieme per parlare di un libro emozionante». «Sono particolarmente felice di essere qui – ha risposto lo scrittore di Erto – e orgoglioso e fiero di essere insieme al sindaco di Udine in un luogo in cui le montagne si toccano. Dopo il Vajont – ha raccontato Corona – fummo deportati a Pordenone e poi io venni a Udine, al Bertoni. Salivo in Castello per vedere il monte Duranno, che nostalgia avevo». Con il pubblico seduto tutto attorno e attento ad ascoltare, lo scultore e il professore hanno poi parlato dell’importanza di educare i giovani alla curiosità per l’antica sapienza («la curiosita ti permette di trovare qualcosa che è nel mistero, ma senza deturparlo e impossessarsene»), della responsabilità per l'ambiente e della storia degli alberi, creature vive. «La montagna cambia tutto, è una forza misteriosa. Un mare verticale, una creatura meravigliosa. Quando andate in giro abbiate il desiderio di muovervi con lentezza. È grazie ai cittadini se la montagna è ancora viva, venite su e accendete le stufe». Poi la scoperta, capitolo per capitolo, del libro di Corona, instancabile e affascinante narratore capace di mescolare Borges con i ricordi di una infanzia difficile, le storie delle vette conquistate, trecento le vie tracciate, l’ultima a sessantacinque anni e la provocazione – «Mondadori compra Rizzoli libri, segnatevelo». «Domani, ha poi svelato Corona, sarò alla fiera delle vanità, (a Torino, alla Fiera del libro, ndr), perché lo ammetto sono un vanitoso, ma vado anche per dire ci siamo anche noi. Il Friuli ha un patrimonio di scrittori, penso a Marpillero e a Sgorlon. Fu generoso con me, mi dava delle dritte, non era un invidioso. È morto il giorno di Natale. Mai che un telegiornale regionale lo abbia ricordato. E questo mi dispiace». Lungo e affettuoso l’applauso dedicato all’inedita coppia capace di incantare la platea con battute e riflessioni.

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