Roberto Gatto porta Miles e Trane a Udine: «Batteria senza protagonismi per celebrare due geni»
Al Palamostre la diciannovesima edizione di "Note Nuove". Il grande batterista romano omaggia Davis e Coltrane con un quintetto d'eccezione e il sax di Pietro Tonolo

“Around Miles & Trane”, il nuovo progetto del batterista romano Roberto Gatto che celebra due giganti del jazz, Miles Davis e John Coltrane, arriva domani, martedì, alle 20 al Teatro Palamostre di Udine per la diciannovesima edizione di “Note Nuove”, rassegna di Euritmica con la direzione artistica di Giancarlo Velliscig e il sostegno di Regione, Comune di Udine e Fondazione Friuli. Al fianco del grande batterista, leader indiscusso del suo strumento a livello internazionale, con collaborazioni del calibro di Chet Baker e Pat Metheny, suonano Alessandro Presti (tromba), Alfonso Santimone (pianoforte), Gabriele Evangelista (contrabbasso) e Pietro Tonolo, sassofonista tra i più raffinati della scena jazz europea che ha militato nella band di Gil Evans, arrangiatore di Miles Davis.
Gatto, ha qualche legame con il Friuli Venezia Giulia?
«In Friuli ho due riferimenti: Velliscig di Euritmica e Amerio di Artesuono (sia da solo che con Rava ho frequentato il suo studio, fondamentale per chi vuole registrare a un certo livello). Recentemente, con la All Stars di Bollani abbiamo soggiornato una settimana a Gorizia, con concerto finale sold out al Rossetti di Trieste, e prodotto un docu film che uscirà in primavera e quest’estate lo porteremo dal vivo».
Come nasce l’idea di “Around Miles & Trane”?
«Visto l’anniversario importantissimo, il centenario delle loro nascite, a livello mondiale si celebrano Davis e Coltrane. Anche noi abbiamo voluto tributare questi due grandi geni della musica. Ho voluto lavorare col suono del mio gruppo aggiungendo in più solo il colore del sassofono che era essenziale, suonato da Pietro Tonolo, un musicista che stimo molto».
Lo spettacolo come si sviluppa?
«È un viaggio attorno alle due figure, che hanno collaborato per molti anni nei ’50 e che poi hanno preso strade completamente diverse, una più spirituale (Coltrane) e una più materiale e innovativa (Davis). Abbiamo scelto un po’ di repertorio della fine del periodo acustico di Miles, quando entrava dunque nella fase più elettrica, e di John qualcosa dell’inizio della carriera fino alla parte un po’ più introspettiva di “A Love Supreme” e “Crescent”».
L’altra sera, ospite a “Via dei matti n°0”, spiegava a Bollani e Cenni di essere oggi concentrato a far suonare bene gli altri. Cosa intende?
«Con gli anni sento che voglio usare il mio strumento come un complemento al fattore musicale, lavoro per far sì che la batteria possa fondersi con la musica che ho intorno. A volte si spinge troppo sul virtuosismo, sulla parte solistica; in realtà è un nobile strumento di accompagnamento, un grande supporto che va suonato con un certo tipo di intelligenza. Mi piace essere in prima linea come musicista, ma senza protagonismi».
Oltre al jazz, lei ha collaborato con i più grandi della musica italiana (Pino Daniele, Vanoni, Fossati, Dalla, Gino Paoli) ed è amante del rock. Non ha confini di genere?
«Non ne ho, sono cresciuto ascoltando rock, progressive, pop, musica leggera. Continuo ad avere curiosità per le nuove proposte».
Guarderà Sanremo?
«Lo guardo, è un evento e mi serve per capire dove sta andando certa musica, a volte in un brutta direzione, ma ogni tanto esce qualcosa di interessante».
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