Nel borgo isolato di Stavoli torna Intrecci: un laboratorio di arte e musica a cielo aperto
Il programma del festival nella località di Moggio Udinese raggiungibile solo attraverso un sentiero del Cai

Intrecci, il progetto di Upondream, ritorna al borgo montano di Stavoli (Moggio Udinese) sabato 2 e domenica il 3 maggio per trasformare uno dei luoghi più isolati del Friuli Venezia Giulia in un laboratorio a cielo aperto dove arte, artigianato e comunità si incontrano attraverso il fare. Raggiungibile solo a piedi lungo il sentiero CAI 417, Intrecci si inserisce all’interno del più ampio percorso di rigenerazione culturale Isola di Stavoli e propone due giornate immersive tra natura, creazione condivisa e sperimentazione artistica.
L’idea che nutre il progetto pensa la cultura come un processo condiviso, capace di attivare relazioni, generare competenze e lasciare tracce concrete nei luoghi che attraversa.
Durante il fine settimana, artisti, artigiani, volontari e partecipanti saranno coinvolti in una serie di laboratori creativi e interventi site-specific, orientati alla costruzione di elementi utili alla vita del borgo e alla sua fruizione: opere collettive, installazioni e spazi di incontro che resteranno come eredità del progetto.
Il pubblico non è quindi spettatore passivo, ma parte attiva di un processo che intreccia manualità, espressione artistica e cura del territorio. Le esperienze sono aperte a tutti, anche a famiglie e bambini, e sono pensate per essere condivise tra generazioni diverse, attraverso il fare, l’ascolto e il tempo trascorso insieme. “ReCuci”, con Michele Pizzali, dedica due giorni al riuso creativo e alla trasformazione dei materiali quali tessuti di recupero. “Stardom in bamboo” con il collettivo Aeson (Stefano Rusin, Mattia Strussiat) promette un’esperienza di costruzione collettiva in cui i partecipanti realizzeranno una struttura in bambù ispirata a forme organiche e celesti. “Land Art”, a cura di Jacopo Sandrin è un percorso creativo che invita a lavorare direttamente con i materiali naturali del luogo.
“String Art su legno”, a cura di ReAlps intreccia fili, materiali e storie. “Monotipo su vetro con colori a olio” è il corso intensivo dedicato a una tecnica di stampa unica e irripetibile mentre il “Laboratorio base di xilografia” vuole essere un’introduzione completa alla stampa artigianale. Non mancano il teatro e la musica che mettono al centro il tema della memoria, del cambiamento e della relazione tra individuo e ambiente.
Sabato 2 maggio, alle 17.30 è in scena “Anche se la musica non c’è” con l’attrice Marta Riservato impegnata in uno spettacolo intimo e potente che restituisce la vita di Argia Manarin: una donna capace di trasformare il dolore in resistenza silenziosa. Tra fragilità e forza, il racconto attraversa temi universali come il giudizio, l’abbandono e la resilienza, evocando immagini naturali, primule all’ombra, alberi che crescono sulle pietre del Tagliamento per dare forma a una memoria che continua a germogliare.
Alle 19.30 concerto con il Duo Choropo Choropo, un viaggio sonoro tra Sudamerica ed Europa. Filippo Gambetta e Alessandro Scotto d’Aniello intrecciano organetto, bandolim e chitarra a sette corde.
Alle 22, proiezione del documentario con il regista Francesco Ciprian che racconta in un’opera pluripremiata, un anno di viaggio in bicicletta attraverso quattro continenti, alla ricerca di comunità basate su permacultura, autonomia e sostenibilità.
Domenica, alle 15 Alvise Nodale e Davide Raciti sono protagonisti di un concerto intimo che porta in scena la nuova canzone d’autore friulana. Attraverso la lingua carnica, le canzoni diventano frammenti emotivi, “gocce” che raccontano fragilità, trasformazione e identità. Tra brani originali e repertorio popolare, si costruisce un ponte tra radici profonde e nuove espressioni artistiche.
Gli spettacoli sono a ingresso gratuito. Intrecci è realizzato con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con partner del territorio tra cui Confartigianato, CNA Friuli Venezia Giulia, Parco Naturale delle Prealpi Giulie associazione Ecopark, Aps Amici di Stavoli.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








