Quando una periferia diventa centro: Pordenone capitale del fumetto

Il podcast “Comics from Naon” ricostruisce il caso culturale di una città già capitale, prima ancora del 2027

Cristina Savi

 

Una città può diventare capitale senza saperlo, molto prima che qualcuno lo scriva in un dossier. A Pordenone è accaduto con il fumetto e “Comics from Naon – Lo straordinario caso del fumetto a Pordenone”, podcast prodotto da Viva Comix e distribuito da La Tempesta Podcast, prova a raccontare proprio questo: come una periferia abbia imparato a parlare al centro. L’ Arci Cral di San Vito al Tagliamento ha organizzato e ospita oggi un incontro, alle 21, per presentare “Comics from Naon” riportando in pubblico una domanda insieme semplice e vertiginosa: perché proprio Pordenone?

Il podcast di Paola Bristot, docente all’Accademia di Belle Arti di Venezia, fondatrice di Viva Comix e direttrice artistica del Piccolo Festival Animazione, non cerca una risposta unica, ma ricostruisce una costellazione di coincidenze, incontri, slanci dal basso che hanno trasformato una città “di provincia” in un laboratorio capace di incidere sull’immaginario nazionale. Dalle pareti del Gorilla bianco di Davide Toffolo alla copertina di Magnus scomparsa, il fumetto diventa lente per osservare un modo di fare cultura che nasce fuori dai centri maggiori e che proprio per questo conserva una forza peculiare.

Nelle parole di Bristot, Marco Tonus fumettista e grafico pordenonese, vincitore del Premio Satira 2021, fondatore di Mataran e Mauro Dabbà, presidente del Palazzo del Fumetto, emerge un’idea condivisa: Pordenone è già, nei fatti, una capitale del fumetto. La sfida ora è capire se e come questa vocazione possa diventare sistema, in dialogo con l’orizzonte di Pordenone Capitale Italiana della Cultura.

Una città circolare

Per Bristot il punto di partenza resta il “caso”: perché Pordenone? La risposta sta anche nella sua dimensione medio-piccola, che rende tutto “circolare”, una città dove “tutti si conoscono e si incrociano, le relazioni fra artisti, operatori culturali e spazi avvengono in modo naturale”. L’autrice parla poi del podcast come «modalità di divulgazione di temi molto intrigante e anche molto popolare; raccontare un medium visivo attraverso l’audio sembra un paradosso, ma in realtà diventa avvincente». I quattro casi scelti hanno una struttura quasi romanzesca, con la città come fulcro emotivo.

Dentro questa trama, per Bristot, affiora l’humus punk e underground che ha segnato musica, fumetto e arti visive, una leva vincente «che nel tempo ha portato a un dovuto un riconoscimento, che in parte coincide anche con l’attestazione di una Pordenone Capitale italiana della Cultura». Bristot non nasconde però una frizione: «Resta come contro un atteggiamento provinciale a cercare di ritagliare e chiudersi in un proprio confine difendendo interessi particolari Già nel 1998 avevo fondato Viva Comix proprio per unire le forze di un gruppo di lavoro, cosa che non è successa e non sta succedendo nemmeno ora, pur essendo stato istituito un Palazzo del Fumetto».

Metodo e radici

Marco Tonus guarda alla scena pordenonese come a un vantaggio competitivo. «Vivere e creare in provincia, lontano dai grandi centri, aiuta a mantenere i piedi per terra. La geografia e la storia industriale della città hanno trasmesso agli autori una dedizione concreta al lavoro creativo, non distante da quella dei pionieri dei cotonifici o degli elettrodomestici. Non è casuale che fra gli anni Ottanta e Duemila il fumetto abbia messo radici proprio qui, in un periodo in cui disegnare, autoprodursi, promuoversi richiedeva energie enormi». Anche il podcast, per Tonus, funziona così: come la buona radio, costruisce fiducia, accompagna la vita quotidiana e mette al centro la storia, “non solo cosa si racconta ma soprattutto come”.

Un’“Enterprise” culturale

Dal punto di vista di Mauro Dabbà, il Palazzo del Fumetto ha trasformato una vocazione spontanea in infrastruttura culturale. Museo, mostre, didattica, scuole, eventi… Lo definisce un Enterprise” che lavora su più livelli e porta a Pordenone i grandi nomi internazionali senza perdere di vista le nuove tendenze. «È un lavoro continuo, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti, anche se c’è ancora tanto da fare». Nel percorso verso il 2027 il ruolo del fumetto è strategico: linguaggio visuale immediato, capace di uscire dai propri confini e mettersi al servizio della comunicazione, della ricerca, del dialogo con altri ambiti artistici. «Non a caso l’immagine di copertina del dossier di candidatura porta la firma di Emanuele Barison, vice presidente del Palazzo del Fumetto». L’obiettivo dichiarato è dunque che il 2027 non sia un punto d’arrivo, ma rappresenti l’inizio di un percorso.

Una Capitale in divenire

Fra entusiasmo e memoria “Comics from Naon” restituisce una verità semplice: Pordenone non diventa capitale del fumetto per decreto, lo è diventata per pratica.

Ora, guardando al 2027, si tratta di non disperdere quell’energia originaria, la forza di una città che ha dimostrato come anche lontano dai grandi centri si può costruire un immaginario condiviso. —

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