A Udine torna la “Notte dei lettori” dedicata alla cura
Dal 4 al 7 giusto un ricco cartellone di eventi toccherà trenta location cittadine con ospiti di rilievo

Dal 4 al 7 giugno, con anticipazioni già dal 30 maggio, la città di Udine si animerà di letture, dibattiti, spettacoli, concerti, lectio magistralis, giochi, presentazioni di libri, talk, laboratori, proiezioni, passeggiate, incontri, mostre in una trentina di “stazioni”: logge, parchi, corti, musei, biblioteche, librerie, teatri, gallerie grazie alla tredicesima edizione del festival “La Notte dei Lettori”, che quest’anno sarà dedicata al tema “La cura – Vê cure – I care”.
Il festival, organizzato dal Comune di Udine con il contributo della Regione il sostegno di PrimaCassa Credito Cooperativo FVG e numerosi partner e collaboratori, curato dalla direzione artistica di Martina Delpiccolo, vedrà tra gli ospiti Serena Bertolucci, Gian Antonio Stella, Telmo Pievani e la Banda Osiris, Franco Arminio, Federico Sirianni e Max Manfredi, Luca Mercalli, Luciano Violante, Senija Karamehić, Licia Colò, Valerio Rossi Albertini, Rosi Braidotti, Giada Messetti, Angelo Floramo, don Alessio Geretti, Fabio Macaluso, Enrico Galiano , Jonathan Bazzi, The Rhythm and Blues Band, Fabrizio Coccetti e l’Orchestra d’Archi Blanc, Elena Commessatti, Tullio Avoledo, Giacomina Pellizzari, Walter Tomada e molti altri.
“L'obiettivo condiviso” spiega l’assessore alla Cultura, Federico Angelo Pirone “è trasformare la nostra città in un laboratorio a cielo aperto in cui il libro e la parola diventano strumenti per riscoprire la socialità, accorciare le distanze intergenerazionali e riflettere sulle grandi sfide del presente. Abiteremo i luoghi più suggestivi del nostro centro storico e dei quartieri. Attraverso lectio magistralis di assoluto rilievo, incontri scientifici, spettacoli musicali e laboratori dedicati ai più giovani con la sezione Kids & Young, declineremo il concetto di cura come attenzione verso l'ambiente, la memoria storica del nostro territorio (ricordando i cinquant'anni dal sisma del 1976), i diritti e le fragilità umane. Una comunità che legge e che si incontra è una comunità che cresce unita”.
«È la cura che fa la differenza. In ogni ambito: nelle relazioni, nelle passioni, nel lavoro, nella dimensione privata e in quella comunitaria” sono le parole della direttrice artistica del festival Martina Delpiccolo.
“È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante, si legge ne “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry. Frase che ci accompagna nell’edizione 2026, dedicata a “La cura – Vê cure – I care”. Parola bellissima nella lingua italiana, pervasa di uno slancio fecondo, che, nell’espressione scelta in lingua friulana, diventa azione, per poi trasformarsi, nella versione inglese, in impegno del singolo. Cura come avere a cuore”.
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