Pordenone capofila nel comitato nazionale che celebrerà Pasolini

Nel pool di Franceschini la Chiarcossi, la Maraini e Veltroni. Coinvolto anche il centro studi casarsese con Angela Felice

PORDENONE. Nella notte tra il 1 e il 2 novembre del 1975 fu ucciso, in circostanze tutt’ora controverse, Pier Paolo Pasolini. Un assassinio che ha privato il nostro paese di una delle sue menti e dei suoi ingegni piú importanti.

Ma quell’assassinio non ha cancellato la memoria del poeta di Casarsa, che attraverso la sua opera multiforme e la sua testimonianza intellettuale continua da alimentare il dibattito culturale, in Italia e non solo, forse l’unico intellettuale del nostro ‘900 a “parlare” ancora alla coscienza e al pensiero critico contemporaneo.

«Un Pasolini piú vivo che mai il cui ricordo nel 2015, a quarant’anni dalla morte, ne ribadisce l’attualità, prima ancora che sollecitare il rimpianto o la celebrazione dovuta», sottolinea Angela Felice direttrice del centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa, che in questi anni ha contribuito con un lavoro serio e scrupoloso, attento all’approfondimento piú che alla celebrazione, allo studio e alla divulgazione dell’opera dello scrittore friulano.

Una presenza viva, quella di Pasolini, come confermano le tante iniziative che negli ultimi anni, a partire proprio da quelle organizzate a Casarsa, si sono andate realizzando in Italia e all’estero, «coinvolgendo – ancora la Felice –, l’interesse di studiosi, artisti, poeti, uomini di teatro e di cinema, appassionati e molti giovani».

È con questo spirito che il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha voluto una commissione tecnico-scientifica, presieduta da Dacia Maraini e il cui capofila sarà proprio il Centro casarsese, con il compito di coordinare e promuovere il programma di manifestazioni pasoliniane che saranno sparse tutto l’anno sul territorio nazionale.

«L’Italia ha il dovere di ricordare Pasolini e di trasmettere alle nuove generazioni l’attualità del suo messaggio di ricerca e denuncia. Il collegamento con il tema, che sta finalmente diventando centrale, delle Periferie Urbane rende la rilettura dei lavori di Pasolini ancora piú importante e significativa», ha detto Franceschini nel firmare il decreto istitutivo del Comitato, del quale oltre ad Angela Felice e la Maraini faranno parte Carla Benedetti, Antonio Calbi, Graziella Chiarcossi, Roberto Chiesi, Ninetto Davoli, Mario De Simoni, Gianluca Farinelli, Fabrizio Gifuni, Gloria Manghetti, Marta Ragozzino, Emanuele Trevi, Walter Veltroni e gli assessori alla cultura del Friuli Venezia Giulia e del Lazio, le due regioni che piú hanno contato nella vicenda umana e artistica di Pasolini, Gianni Torrenti e Lidia Ravera.

Emozionata, Angela Felice, ha detto che questa nomina e questo nuovo impegno per il Centro Studi di Casarsa, sta a significare il pieno riconoscimento per un lavoro svolto in maniera mai eclatante, nè tantomeno con clamori mediatici.

«Abbiamo sempre rifuggito la logica dell’evento che lascia il tempo che trova, puntualizza, optando invece per un’attività continuativa, quasi certosina, spesso in sordina, supportato dalla collaborazione con studiosi italiani ed esteri, per iniziative di approfondimento e divulgazione, specie tra i giovani, come i convegni tematici, i cui atti, pubblicati da Marsilio costituiscono una collana, la prima di studi pasoliniani in talia, i momenti di incontro, le mostre e la partecipazione a manifestazioni anche estere».

E proprio una mostra sarà il prossimo appuntamento del Centro: l’esposizione di una memorabile galleria di ritratti di Pasolini, che la grande reporter Letizia Battaglia realizzò al Circolo Turati di Milano nel dicembre del 1972 e che ha donato al già prezioso e ricco archivio documentario e fotografico del Centro Studi.

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