Pia Valentinis torna in Friuli con “Mi piace disegnare”: a Villa Dora una mostra-racconto tra arte, libri e memoria

All’Antiquarium di San Giorgio di Nogaro l’esposizione dell’illustratrice udinese: un viaggio tridimensionale nel mestiere del disegnare, tra tecniche, oggetti personali e storie del territorio

Un racconto del legame fra un luogo e le persone. Un racconto tridimensionale di un’artista, l’udinese Pia Valentinis.

Un racconto del mestiere di disegnatore di storie per piccoli e grandi, che svela gli oggetti e i “passaggi segreti” necessari per dare vita a un libro illustrato. E ancora, un racconto incentrato sull’importanza delle storie nella crescita dei bambini e degli adulti.

Domenica primo febbraio alle 10, apre nell’Antiquarium di villa Dora di San Giorgio di Nogaro la mostra “Mi piace disegnare”, organizzata dalla locale biblioteca. Si tratta di un progetto legato al territorio e alla sua storia interpretata da un’illustratrice e autrice di oltre 120 pubblicazioni per l’infanzia e non solo, sia in Italia che all’estero.

Pia Valentinis, infatti, friulana che da anni vive e lavora in Sardegna, ha come tratto specifico del suo lavoro il racconto di storie utilizzando una serie di tecniche diverse, dalla matita al graffio, dall’ago e filo su tela ai pennarelli, matite e acquerello e ipad.

Questa esposizione, invero, si distingue da quelle precedenti in quanto è l’artista stessa a essere raccontata dalle sue opere, anche estemporanee, così come dagli oggetti che ama, usa, elabora e trasforma.

Nell’allestimento, che è stato curato da Emanuele Bertossi, ha dipinto sulle pareti delle sale espositive, ha disseminato il percorso di alcuni oggetti cari che le tengono compagnia, come un orsetto di pezza che è stato realizzato da sua figlia o la Barbie della sua infanzia, o ancora, ha portato la macchina da scrivere alla quale ha sostituito le lettere dei tasti con disegni minuti, un alfabeto di segni. Ha abbracciato il progetto degli organizzatori di studiare per entrare in sintonia con tre personaggi di San Giorgio di Nogaro e raccontarli a modo suo, con i suoi segni e colori. Sono il meccanico inventore Olinto Maran, i cui modellini sono conservati nel Museo nazionale Scienza e Tecnologia di Milano, l’attrice Luisa Canciani, in arte Luisa Della Noce, protagonista di memorabili film come “L’arte di arrangiarsi” con Alberto Sordi, infine il pittore autodidatta Angiolino Filiputti, artista e cantastorie al quale è dedicato un sedicesimo, misura tipografica della costruzione di libri, dal titolo “Angiolino e la sua storia” edita dalla casa editrice Calembur per l’occasione.

«È stato come giocare con Angiolino – spiega Pia Valentinis –. Studiando la sua storia, osservando i suoi lavori ho scoperto che hanno tanto in comune con i miei, infatti siamo simili. Lui era un disegnatore senza saperlo, e attraverso i suoi dipinti l’ho immaginato provando inoltre a mettermi nei suoi panni».

In esposizione ci sono anche alcune bozze di prove di stampa: «Per spiegare il lavoro del disegnatore – continua l’artista – abbiamo esposto i fogli che contengono i disegni e i testi prima che in tipografia vengano tagliati per l’impaginazione. Per far capire come nasce un libro illustrato abbiamo deciso di esporre anche i bozzetti e i diversi stadi di un disegno, anche gli sbagli e le tavole mai usate ma che mi sono parse degne di essere viste».

In mostra c’è anche il testo di Giovanna Zoboli, scrittrice e fondatrice della casa editrice “Topipittori” per la quale la Valentinis ha nel 2025 pubblicato “Fare Figure”, che così la definisce: «Le sue immagini, che si tratti di fotografie, ricami, disegni, schizzi, appunti, illustrazioni, chiamano in causa l’attenzione. Sono, infatti, il risultato di uno sguardo interrogativo. Vivono nella sospensione di una domanda che passa, intatta, all’osservatore».

Che cosa significa disegnare per Pia Valentinis?: «È una pratica quotidiana, se non lo faccio ne sento la mancanza. Come parlare, scrivere e guardare. Questa mostra mi emoziona molto perché racconta di me ed è nella mia terra».

Pia valentinis vive e lavora da oltre trent’anni a Cagliari, e ripensando alla sua terra d’origine ciò che le manca di più, spiega «è la possibilità di andare ovunque quando si desidera, senza dover prenotare come accade sull’Isola, e il profumo dell’erba tagliata dei giardini a Udine».

La mostra, realizzata dal Comune con il sostegno di Regione e ministero della Cultura, resterà aperta negli orari della Biblioteca fino al 2 giugno. Tutte le informazioni si possono reperire consultando il sito www.villadorasgn.it, o si può scrivere a info.biblioteca@comune. sangiorgiodinogaro.ud.it.

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