Ottomila chilometri in bici su è giù per l’India

Dopo il tour europeo, Pierre Cesaratto è pronto a partire per la nuova avventura sui pedali

CIVIDALE. Che non avesse alcuna intenzione di fermarsi, lasciando parentesi isolata la maratona ciclistica europea (6 mila chilometri), lo si era capito chiaramente. E la nuova sfida, adesso, è pronta, a stretto giro di posta: destinazione India, stavolta, per Pierre Cesaratto, 26enne originario di Faedis - ma domiciliato a Prepotto - che ha già macinato strada su strada nel vecchio continente e che ora, appunto, intende replicare la prova in terra asiatica.

Le modalità del viaggio saranno (quasi) le stesse: l'eccezione è rappresentata dal volo per raggiungere il punto di partenza - a differenza del tour europeo, apertosi e conclusosi a Cividale - e d'arrivo, Nuova Delhi.

Il circuito si allunga di 2200 chilometri, salendo a quota 8.200 appunto, e il tracciato si complica, per ragioni piuttosto ovvie: le strade non saranno, di certo, quelle che Pierre ha percorso scorrazzando in lungo e in largo per in Europa. Ma ciò che conta, si sa, è la grinta, e di quella il ciclista - rigorosamente vegano - ne ha da vendere. «È il coronamento di un sogno, questo viaggio. Non sono mai stato in India, prima d'ora, e andarci in bicicletta sarà fantastico: è il raggiungimento di un obiettivo che coltivavo da tanto, tanto tempo»

«Impiegherò - spiega - quattro mesi e mezzo, secondo i miei calcoli: conto di tornare fra il 14 e il 15 dicembre. Mi spingerò fino al lembo meridionale della penisola indiana per poi risalire. Un vantaggio, diversamente dall'avventura europea, sarà rappresentato (acqua a parte!) dall'alimentazione: l'India è in ampia parte vegetariana e non faticherò, quindi, a procurarmi il cibo».

Con lui, nell'equipaggiamento, l'imprescindibile tenda, ma «a titolo precauzionale»: l'idea, infatti, è di cercare ospitalità nelle città e nei villaggi che attraverserà nel suo viaggio. «Il contatto con la gente è parte sostanziale, in esperienze di questo genere: vorrei portare un po' d'Italia laggiù, fra quelle persone, e prendere in cambio un po' di India, da immagazzinare nel mio bagaglio di vita».

Start il primo agosto: «Aggiornerò costantemente la mia pagina Facebook, seguita da circa 6.500 persone. Sul nuovo sito pedalandomiperdo.it, inoltre, chi lo desidera potrà trovare resoconti più dettagliati del viaggio: un autentico diario, in cui racconterò le fasi della pedalata».

Con Pierre Cesaratto - che sarà sponsorizzato da realtà di vario genere - un macaco di peluche. «È un messaggio contro la vivisezione. Sono testimonial del No Harlan Group di Udine».

Lucia Aviani

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