Nella nuova era digitale il Festival Mimesis si interroga sul tramonto dell’umano

Dal 30 ottobre all’8 novembre torna l’appuntamento con la rassegna di filosofia. Due fine settimana di eventi dedicati a riflettere sul futuro che ci aspetta

Fabiana Dalla Valle
Il pubblico di una passata edizione del Festival di filosofia Mimesis
Il pubblico di una passata edizione del Festival di filosofia Mimesis

Che cosa significa pensare nell’epoca dell’AI? “Filosofia e trasformazione digitale” è il titolo della XIII edizione del Festival Mimesis, dal 30 ottobre all’8 novembre con oltre sessanta protagonisti tra filosofia, intelligenza artificiale, scienza, politica, letteratura, arte e musica. Diretto da Luca Taddio, in collaborazione con Damiano Cantone, il festival conferma la propria vocazione interdisciplinare: mettere in dialogo filosofia e scienze, letteratura e tecnologia, arte e politica per comprendere le grandi trasformazioni del presente.

«Con questa edizione del Festival, Udine si conferma un punto di riferimento per la filosofia, anche a livello nazionale» anticipa il direttore scientifico Luca Taddio. «Grazie alla sinergia con l’Università di Udine, al Master in filosofia del digitale e al corso di laurea in Filosofia e trasformazione Digitale la città sta consolidando un ruolo internazionale nella ricerca e nella formazione filosofica dedicate al mondo digitale. Il tema di quest’anno, nasce da un interrogativo fondamentale: quale idea di umanità emerge in un mondo abitato da sistemi artificiali sempre più avanzati? La posta in gioco è la ridefinizione dell’umano, delle forme di organizzazione sociale, della politica, dell’etica e dei valori che orientano le nostre relazioni. Il digitale riconfigura il mondo nella sua interezza e, con esso, la nostra stessa forma di vita. I nostri corpi, le nostre azioni e le nostre relazioni producono continuamente informazioni».

Continua Taddio: «La megamacchina digitale tende a ricondurre a dati ogni dimensione dell’esistenza, fino a reinterpretare l’interiorità, l’inconscio e il senso delle nostre esperienze. Stiamo entrando in un mondo ibrido, nel quale condivideremo sempre più lo spazio con sistemi artificiali e robot, mentre la tecnologia diventerà parte integrante delle nostre capacità cognitive e corporee. In questo scenario la filosofia assume un ruolo decisivo. Ci insegna a interrogare criticamente le domande prima ancora di cercare le risposte, a mettere in discussione ciò che consideriamo ovvio e i presupposti stessi del nostro pensiero. L’intelligenza artificiale moltiplica le risposte e rende ancora più importante comprenderne il significato. In una prospettiva più radicale, siamo chiamati a interrogarci su quello che definisco il “tramonto dell’umano”: la trasformazione dell’ordine di senso che ha accompagnato la storia dell’Homo sapiens. Arte, scienza, filosofia e religione sono le grandi forme attraverso cui abbiamo interpretato il mondo e attribuito significato alla nostra esistenza».

Secondo il direttore scientifico del Festival, «l’Intelligenza artificiale potrebbe modificare profondamente anche queste forme di elaborazione del senso, aprendo una questione decisiva: quale sarà il destino del pensiero quando la produzione di senso non sarà più una prerogativa esclusivamente umana? È questo lo spirito del Festival Mimesis: fare della filosofia uno spazio pubblico di confronto, capace di mettere in dialogo saperi differenti e coinvolgere i cittadini nella comprensione delle trasformazioni che stiamo vivendo. Perché comprendere il mondo digitale significa, in ultima analisi, interrogarci su ciò che siamo e su ciò che potremo diventare».

Alle domande poste nelle sei giornate di incontri risponderanno Rocco Ronchi, Nicola Gaiarin, Andrea Colombo e Damiano Cantone per “Il pensiero umano come macchina”; Yves-Charles Zarka e Claudio Martelli con “I pericoli delle reti sociali”; Andrea Zhok e Gabriele Giacomini discutono il ruolo della politica di fronte all’intelligenza artificiale. Riccardo Manzotti si interroga su cosa significhi pensare nel confronto tra essere umano e AI, mentre Marcello Veneziani e Stefano Bettera, moderati da Luca Taddio, chiuderanno infine il festival con l’incontro dal titolo “La sostituzione dell’umano”.

Il programma si estende però ben oltre il digitale. Maurizio Ferraris presenterà “Il mondo è tutto ciò che resta. Una metafisica per il XXI secolo”; il fisico Piero Martin, in dialogo con Sandro Sozzo, accompagnerà il pubblico dentro la rivoluzione della fisica quantistica; Vera Gheno parlerà del potere e della libertà della lingua; Massimo Donà del rapporto tra musica e filosofia; Giovanni Boniolo e Giovanni Matteucci del dialogo tra arte e scienza. Spazio anche alla poesia, alla letteratura, alla filosofia della tecnica, alla salute mentale e alla psicoanalisi.

Non solo incontri. Ad aprire il Festival sarà inoltre la mostra “Arte e percezione nelle opere visive di Alberto Argenton, Gaetano Kanizsa, Manfredo Massironi e nella musica di Paolo Bozzi”, che sarà inaugurata venerdì 30e allo spazio Make di Palazzo Manin a Udine.

E poi c’è il premio. All’interno della manifestazione torna infatti anche l’ottava edizione del Premio Udine Filosofia, assegnato quest’anno a Silvano Tagliagambe (per un percorso che ha saputo attraversare i confini tra filosofia, scienza e cultura) e a Nicoletta Cusano (per il rigore e l’originalità del suo percorso di ricerca, capace di intrecciare riflessione filosofica, scienza e interrogazione critica del presente).

Numerosi, inoltre, gli incontri riservati alle scuole e dedicati alla filosofia, alla libertà e all’intelligenza artificiale. Gli appuntamenti si svolgeranno a Udine, Gorizia, Monfalcone, Tolmezzo, Cervignano e Colloredo di Monte Albano. Il Festival Mimesis è un’iniziativa dell’Associazione culturale Territori delle Idee, con il patrocinio del Comune di Udine, della Regione Friuli-Venezia Giulia e dell’Università degli Studi di Udine e con la collaborazione di numerose istituzioni e realtà culturali del territorio.

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