Piano City a Pordenone: cento concerti in tre giorni

Presentata la rassegna dal 19 al 21 giugno a Pordenone. In città diciotto location e undici pianoforti a disposizione di concertisti famosi e di giovanissimi appassionati

Cristina Savi

 

 

Per tre giorni a Pordenone basterà girare un angolo per imbattersi in un pianoforte. In una corte storica, sotto una loggia, dentro un hotel, in una piazza, nel chiostro della biblioteca: Piano City torna dal 19 al 21 giugno e prepara l’edizione più grande della sua storia, trasformando il centro cittadino in una partitura a cielo aperto. I numeri raccontano da soli la crescita del festival: 105 concerti, oltre 150 pianisti, 19 sedi e undici pianoforti “liberi” disseminati nella città.

E quest’anno il respiro è sempre più internazionale, con musicisti in arrivo da tutta Italia, dall’Europa e anche da Cuba, Canada, Taiwan ed Ecuador. Ieri mattina, nello spazio del Piano City Parlour di vicolo San Francesco, la presentazione. Oltre 350 le candidature ricevute da tutto il mondo, ma è stato possibile accoglierne un quarto. «Piano City è diventato una finestra aperta sulle proposte musicali che arrivano oggi dal pianeta», ha raccontato il presidente del Comitato organizzatore Luigi Rosso.. Fra gli ospiti ci sarà anche un organizzatore di eventi interessato a esportare il modello pordenonese nella Silicon Valley. Tutti i concerti saranno gratuiti.

Quattro pianoforti in piazza

L’apertura di venerdì 19 giugno promette di essere uno dei momenti più spettacolari. In piazza della Motta, all’interno del programma di TU27 Teatro Urbano, arriverà “Allegro con brio”: quattro pianoforti a coda, sedici pianisti e trentadue mani in movimento simultaneo, accompagnati dalle scenografie multimediali curate da Federico Cautero. Sul palco saliranno musicisti e allievi del Conservatorio Tartini di Trieste e del Conservatorio di Bari guidati dai maestri Teresa Trevisan e Pasquale Iannone.

L’ora di Chopin

Tra gli appuntamenti più attesi spicca il recital di Leonora Armellini, sabato 20 giugno in piazza San Marco, “Chopin Hour”m interamente dedicato al compositore polacco. La curatrice Antonella Silvestrini ha ricordato il percorso internazionale della pianista padovana, premiata al Concorso Chopin di Varsavia nel 2021 e oggi considerata una delle interpreti italiane più autorevoli..

Il finale fra Africa e jazz

La chiusura di domenica 21 giugno, ancora in piazza della Motta e dentro il palinsesto di TU27, avrà invece i colori delle contaminazioni sonore. “Afro Baroque” unirà il pianoforte del musicista italo-israeliano Yakir Arbib alle percussioni e alla voce di Conti Bilong in un dialogo fra jazz, Africa e Mediterraneo.

La città che suona

Uno dei simboli più amati del festival restano gli undici pianoforti liberi disseminati nel centro cittadino: dal Cloister Piano nel chiostro della biblioteca civica al Fai Piano! in piazzetta del Cristo, fino agli strumenti collocati nei bar, negli hotel e negli spazi commerciali coinvolti nella manifestazione.

Giovani talenti

Piano City continua a investire anche sui più giovani. Lucia Grizzo, curatrice, ha parlato della “Staffetta delle scuole”: settanta ragazzi di diciotto scuole musicali si alterneranno in nove diverse location cittadine, correndo letteralmente da un pianoforte all’altro. Nel cartellone ci saranno inoltre giovanissimi pianisti già protagonisti in concorsi internazionali, oltre a musicisti emergenti, jazzisti e interpreti crossover.

Una città in musica

Per l’assessore alla cultura Alberto Parigi, intervenuto alla conferenza stampa (dove hanno preso la parola anche Paola Martini per Fondazione Friuli e Sandro Moretti per Somsi Pordenone, fra i tanti partner della manifestazione), Piano City rappresenta perfettamente l’identità musicale che Pordenone sta costruendo negli ultimi anni e “quella capacità di invenzione culturale che ha contribuito al risultato Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027” .

Anteprima al Molino

Il festival avrà un’anteprima il 4 giugno al Molino Pordenone con la “musica felice” del Factory Concert dei Minimal Klezmer, mentre nei tre giorni della rassegna i pianoforti liberi diventeranno parte del paesaggio urbano, invitando cittadini e curiosi a fermarsi, sedersi e magari suonare anche solo per pochi minuti.

 

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