Giornate della luce a Spilimbergo: Quarzo d’Oro a Giuseppe Lanci
Ha lavorato alla fotografia con Bellocchio, Moretti e Tarkovskij. Il suo lavoro si distingue per la capacità di coniugare rigore tecnico e profondità poetica

Le Giornate della Luce, il festival di Spilimbergo fondato da Gloria De Antoni e da lei diretto insieme a Donato Guerra, assegnerà il Quarzo d’Oro alla Carriera – riconoscimento attribuito ogni anno a una figura di straordinario rilievo artistico e professionale – al grande direttore della fotografia Giuseppe Lanci.
La dodicesima edizione, in programma dal 6 al 14 giugno, si conferma un appuntamento unico nel panorama italiano interamente dedicato agli autori della fotografia cinematografica, veri protagonisti della manifestazione.
Il Quarzo d’Oro, realizzato dalla Friul Mosaic, sarà consegnato a Giuseppe Lanci sabato 13 giugno al Cinema Miotto: un autore della fotografia che ha saputo costruire nel corso della sua carriera uno stile elegante e profondamente espressivo, collaborando con alcuni dei più importanti registi del cinema italiano ed europeo.
Nato a Roma, Giuseppe Lanci si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia e inizia il suo percorso professionale negli anni Settanta. Nel corso della sua lunga carriera firma la fotografia di opere fondamentali del cinema d’autore, sviluppando un linguaggio visivo caratterizzato da una straordinaria attenzione alla composizione dell’immagine, alla naturalezza della luce e alla dimensione emotiva del racconto cinematografico.
Il lavoro di Lanci si distingue per la capacità di coniugare rigore tecnico e profondità poetica, restituendo immagini essenziali, intense e mai decorative, sempre al servizio della verità emotiva dei personaggi e della forza narrativa del film.
La sua fotografia ha attraversato generi, epoche e linguaggi differenti, mantenendo una coerenza stilistica che lo ha reso uno degli autori più riconoscibili e apprezzati del cinema europeo.
Determinante il suo sodalizio artistico con registi come Marco Bellocchio, con il quale realizza alcuni dei film più significativi, ma anche le collaborazioni con Nanni Moretti, Gianni Amelio, Mario Martone, Patrice Chéreau, Roberto Faenza, Paolo e Vittorio Taviani e Andrej Tarkovskij, che hanno trovato nella sua fotografia uno strumento espressivo di rara sensibilità.
Nel corso della sua carriera, Lanci ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il David di Donatello per “Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti” di Lina Wertmüller, il Ciak d’Oro per “Diavolo in corpo” di Bellocchio, il Globo d’Oro e la Grolla d’Oro per “Il sole anche di notte” dei fratelli Taviani e, successivamente, il Globo d’Oro e la Grolla d’Oro per “La balia” di Bellocchio. Per il lavoro realizzato con Tarkovskij in “Nostalghia” riceve il Premio Ubu.
«Giuseppe Lanci ha attraversato oltre cinquant’anni di cinema italiano ed europeo», commentano Gloria De Antoni e Donato Guerra, «costruendo un’idea di fotografia come spazio dinamico, capace di modulare luce, tempo ed emozione all’interno dell’inquadratura».
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