Lino Leggio: «Il mio “Solo” è rabbia, lacrime e dolcezza»

UDINE. La media libri di Lino Leggio - dodici in quattordici anni - oltre a fluttuare nei piani alti delle statistiche - sancisce un amore passionale mai retrocesso a pura routine. Lui le storie le...

UDINE. La media libri di Lino Leggio - dodici in quattordici anni - oltre a fluttuare nei piani alti delle statistiche - sancisce un amore passionale mai retrocesso a pura routine. Lui le storie le piglia dalla strada e finché avrà le scarpe piene di passi, per dirla alla Jovanotti, lo scrittore udinese ne inseguirà sempre di giuste da raccontare.

Solo (Cierre Grafica, 151 pagine) - la prima presentazione è programmata per venerdì 4, alle 18, alla libreria Friuli - si fa prima a leggerlo che aspiegarlo. Trattiene qualche segreto, duro e crudo; e, in questi casi, è vietato lasciare la porta aperta, vuoi mai una fuga non prevista. In copertina c’è Elvis, disegnato da Joe Petruccio, l’americano, quello che potrebbe trasformare Io sono qui finalmente in un film.

Lino, ormai è ben noto, i diritti delle vendite non se li è mai intascati. Ha sempre fatto del bene. Con Solo aiuterà un bimbo malato di tumore.

«Tempo fa visitai un carcere. L’odore mi si è fermò sulla pelle a lungo, penetrando lentamente. In questo ribollire di sensazioni mi si aprì un varco nel passato, luci e ombre di un uomo conosciuto quand’ero un giovanotto. Lui rimase intrappolato in un riformatorio per banali ruberie. Appena lo liberarono si attaccò alla bottiglia. Decenni dopo lo riconobbi che passeggiava con al guinzaglio un cagnetto. Morì mangiato dalla cirrosi».

Ulisse rinasce nella potenza di una narrazione che sa modulare rabbia e rassegnazione. E forse quel Geronimo, ragazzino ficcanaso, potrebbe essere il giovane Lino. «Mai usato il fantasy, al massimo nella fase della rifinitura. Guardo, incamero, trattengo, scrivo. È chiaro che in ogni passaggio qualcosa si perde e, a quel punto, interviene l’immaginazione. Non sarebbe un romanzo, ma un reportage». Diavolo d’un Leggio riesce a commuoverti, ed è inutile dichiararsi machi impenetrabili, la sensibilità, pur con dosaggi diversi, è sul chi va là per farti capitolare. Insomma, Solo è un cane, qualcosa dobbiamo pur scoprire, o no? Dedicato a chi non li vorrebbe tra i piedi, invece...

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