Le trenta platee dell’Ert Fvg: una stagione di 250 spettacoli
Presentato il cartellone, si parte da Nova Gorica. Tra gli ospiti Ale e Franz, Cristicchi e Marcorè

Una “democrazia culturale” che sovrintende un unico palcoscenico con trenta diverse platee davanti? C’è, esiste. Due in più della stagione scorsa, signori: Fagagna (Sala Vittoria) e San Quirino (Centro dei Magredi “Livio Poldini”) si aggiungono alla già corposa lista dell’impresa Ert, Ente teatrale regionale, sistema unico in Italia che consegna la prosa direttamente sull’uscio di casa dei friulani.
E sono dunque trenta i teatri coinvolti, da Artegna a Zoppola, che ospiteranno 250 spettacoli per il cartellone large 2025/2026. «Una sinergia territoriale — la definisce il presidente Fabrizio Pitton — che da lustri genera divertimento colto con ben venti produzioni regionali alle quali si aggiungono le più applaudite performance nazionali».
La Regione affianca la proposta e la sostiene «per la sua unicità — interviene l’assessore e vicepresidente Mario Anzil — e per l’intrigante intuizione di rilanciare le periferie, un gesto apprezzato dall’amministrazione regionale. I dati Agis, poi, incoraggiano la nostra e la vostra dedizione alla causa: l’aumento del 9 per cento degli spettatori è una notizia magnifica, ancor più se la popolazione del Friuli va addirittura oltre la media, risultando essere la più fedele del Paese».
Il direttore Alberto Bevilacqua non maschera l’emozione: ogni anno — in fondo — è un raccolto pregiato quello da far circolare e la soddisfazione di aver raggiunto obiettivi a volte difficoltosi da afferrare, fa salire la suggestione. «Proprio l’emozione, certo, è un valore aggiunto in un’era dove il virtuale ha un certo potere. D’altronde la sua utilità è fondamentale ed ecco che sul nostro sito www.ertfvg.it è possibile visitare tutte le sale con un giro a 360 gradi, srotolare i cartelloni e acquistare i biglietti: quest’ultima opzione sarà attiva dal 18 ottobre».
Ricordate l’apertura Ert 2024 al Rossetti di Trieste? «Un po’ come accade col giro d’Italia — spiega Bevilacqua — quest’anno cominciamo oltre confine. E quale miglior occasione d’incrociare Go!2025? E così la vernice, per così dire, avverrà il 30 settembre al Teatro Nazionale di Nova Gorizia con “Tragùdia”, opera con la quale il regista Alessandro Serra si confronta con Edipo e con il grecanico».
Cento saranno i titoli fra commedie, balletti, circo contemporaneo e musica.
Il comparto danza è stato scandagliato dal presidente di “Artisti Associati” Walter Mramor e, dalla classica alla contemporanea, nulla manca.
L’Associazione goriziana, inoltre, firma la produzione di ben quattro lavori: “Contrazioni pericolose”, “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, “L’inferiorità mentale della donna” e “Vintage — comicità in bianco e nero”. Mentre il Css, l’altra solida realtà friulana della prosa, offrirà l’incredibile viaggio dantesco “Nel mezzo dell’Inferno” nonché una proposta di gran successo: “Salam/Shalom - due padri” con Massimo Somaglino e Alessandro Lussiana, coprodotto con “vicino/lontano”, oltre alla storica “Maratona di New York”.
L’affaccio sulle novità tutte da degustare ci consegna una qualità attoriale che incarna l’eccellenza italiana. Nomi nuovi per noi? Stefano Accorsi, il ritorno del giovane erudito Edoardo Prati, Flavio Insinna, Anna Valle e un inedito Joe Bastianich diretto da Massimo Navone (produzione Miela di Trieste).
Ma anche volti e movenze conosciuti quali Gigio Alberti, Alessandro Haber, Vanessa Gravina, Neri Marcorè con “Gaber”, Franco Branciaroli, la deliziosa Signora della scena Ariella Reggio, l’amico Simone Cristicchi, Emilio Solfrizzi, Ale&Franz, Max Pisu e una scatenata Veronica Pivetti. Può bastare?
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