Le Giornate della luce: c’era una volta Claudia Cardinale
Domenica 7 giugno l’inaugurazione del festival a Spilimbergo: una giornata sulla valorizzazione del patrimonio cinematografico

È l'omaggio a una delle più grandi icone del cinema italiano ad aprire oggi il nuovo appuntamento con Le Giornate della Luce, il festival ideato da Gloria De Antoni e diretto insieme a Donato Guerra, in corso a Spilimbergo.
Nello Spazio Linzi, alle 12, s’inaugura la mostra “Omaggio a Claudia Cardinale. Sul set di La viaccia (1961) e di 8½ (1963)”. Curata da Antonio Maraldi e Paolo Zanfini e realizzata in collaborazione con il Centro Cinema Città di Cesena e la Biblioteca Malatestiana, visitabilefino al 28 giugno, propone una preziosa selezione di fotografie firmate da Paul e Huguette Ronald, l'unica coppia di fotografi attiva nel cinema italiano del dopoguerra. Attraverso gli scatti realizzati sui set di due film fondamentali della storia del cinema, il percorso racconta Claudia Cardinale agli inizi della sua straordinaria carriera, restituendone il fascino, la presenza scenica e il rapporto con grandi autori come Mauro Bolognini e Federico Fellini. La mostra rappresenta anche l'occasione per riscoprire il lavoro dei coniugi Ronald, protagonisti assoluti della fotografia di scena.
Sempre allo Spazio Linzi, dopo l'inaugurazione, spazio all'editoria con la presentazione del volume “Paul Ronald tra set e dintorni. Il cinema italiano visto da un grande fotografo francese” di Antonio Maraldi. Attraverso sette lunghe interviste raccolte nell'arco di un decennio, il libro restituisce la voce diretta del fotografo e uno sguardo privilegiato sul cinema italiano del secondo dopoguerra.
Nel pomeriggio il festival si sposterà al Cinema Miotto. Alle 17 sarà proiettato “Roma, ore 11” di Giuseppe De Santis nella copia restaurata proveniente dal CSC - Cineteca Nazionale. Ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto, il film racconta la vicenda di duecento donne in cerca di lavoro nella Roma del dopoguerra, offrendo una riflessione ancora attuale sulla condizione femminile, sulle disuguaglianze sociali e sul difficile cammino verso l'emancipazione. Considerato uno dei titoli più significativi del neorealismo italiano, resta una delle testimonianze civili più intense del nostro cinema.
La giornata si concluderà alle 21, sempre al Cinema Miotto, con la proiezione di “Un anno di scuola” di Laura Samani, secondo lungometraggio della regista dopo il successo di Piccolo corpo. Liberamente tratto dall'omonimo racconto di Giani Stuparich, il film segue l'arrivo a Trieste della giovane Fred, unica ragazza in una classe frequentata esclusivamente da ragazzi. Un racconto di formazione in cui la città giuliana diventa parte integrante della narrazione, accompagnata dalle sonorità della scena indipendente friulana e del Nordest.
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