Il Teatro Verdi di Trieste chiude «la stagione della rinascita» portando la Traviata in Vietnam
A fine mese due recite nella capitale Hanoi. La trasferta in Oriente è l’occasione per il sovrintendente Giuliano Polo per tirare le somme: «Viviamo una nuova giovinezza dopo la pandemia»

Appena archiviata l’attività estiva sull’onda delle travolgenti melodie che, mercoledì sera, hanno avvolto di magia il cortile delle Milizie del Castello di San Giusto, il Teatro Verdi si prepara a partire per l’imminente tournée in Vietnam dove, a fine mese, porterà “La Traviata” di Giuseppe Verdi nel medesimo allestimento che ha inaugurato la stagione lo scorso anno: in calendario ci sono due recite, per la regia di Arnaud Bernard, nella capitale vietnamita di Hanoi. Dopo la prima, ci sarà anche un ricevimento presso l’Ambasciata Italiana in Vietnam, che rappresenta il concreto apprezzamento della rappresentanza diplomatica per questo importante evento culturale.
Tra un preparativo e l’altro di questa impegnativa ma prestigiosa trasferta, abbiamo raggiunto telefonicamente il sovrintendente Giuliano Polo, che ha offerto una significativa panoramica sulla stagione appena trascorsa e sulle prospettive future, sottolineando i successi artistici, l’incremento del pubblico, la solidità finanziaria e gli investimenti strutturali e tecnologici.
«La stagione appena trascorsa è stata importantissima per diversi motivi. Intanto abbiamo fatto quattro nuove produzioni che hanno posto in luce la grande capacità tecnica del teatro, abbiamo avuto una doppia inaugurazione affidata a un regista iconico come Pier Luigi Pizzi e la produzione di ‘Roméo et Juliette’ in collaborazione con il Politeama Rossetti ha ottenuto un grandissimo successo. E poi la grande sorpresa di una scommessa che si è rivelata vincente, ovvero aver affidato la regia di un’opera super impegnativa come ‘Elektra’ a Marco Filiberti, che era la prima volta che si cimentava con l’opera lirica ma che ha saputo creare uno splendido spettacolo premiato dal pubblico ed elogiato dalla critica».
Il cartellone appena archiviato ha visto la presenza di diverse star, spiega: «Sono molto felice che abbiamo avuto cast di primissimo livello con cantanti che calcano i palcoscenici più importanti del mondo, come Anna Pirozzi e Yussif Eyvazov ma anche specialisti di repertorio come quelli nel cast di ‘Elektra’. Tutte le scelte che abbiamo fatto sono state indovinate, anche i giovani che hanno cantato in ‘Mahagonny’, titolo di nicchia rappresentato per la prima volta a Trieste. La prossima stagione continuerà a bilanciare grandi voci affermate con giovani promettenti talenti. Tra gli altri, avremo il ritorno del tenore Galeano Salas che ha trionfato come Roméo e il protagonista del Lohengrin sarà il grande Dmitry Korchak, affiancato da un cast di voci non molto conosciute ma di sicuro talento».
La nuova programmazione, oltre alle voci, bilancia titoli del grande repertorio con opere contemporanee, dice Polo: «Questo perché il teatro ha una funzione di diffusione dell’arte musicale e anche di educazione della collettività alla musica. Noi non siamo un festival e quindi non possiamo focalizzarci su produzioni specialistiche ma cerchiamo di rappresentare la musica lirica e la sinfonica in tutti i suoi vari aspetti. Su questa linea, la musica contemporanea rappresenta un aspetto importantissimo che continueremo a praticare anche nei prossimi anni, mettendolo in buona evidenza. Al riguardo, ricordo che la messinscena de ‘La Porta Divisoria’ è stato un esperimento molto interessante così come ritengo lo sia nella prossima stagione il dittico di Honegger e Vacchi dedicato a ‘Jeanne d’Arc’, non solo come espressione di musica novecentesca ma anche come idea culturale».
E sul versante operetta quale vento spira? «Non ci dimentichiamo che l’operetta è una caratteristica di questo teatro e quindi continueremo a proporla nel periodo estivo, anche se per il futuro stiamo pensando di inserire un titolo nel cartellone della lirica».
Il Teatro prosegue anche con le agevolazioni per il pubblico più giovane, assicura il sovrintendente: «L’attenzione verso i bambini e i ragazzi è fondamentale per preparare il ricambio del pubblico ma, per rendere l’opera più accessibile, bisogna farlo in modo ‘friendly’. Perciò intanto, in autunno, riprenderemo la fortunatissima ‘Traviata’ raccontata da Annina e poi racconteremo la storia di ‘Aida’ con le marionette di Podrecca, che andremo a rappresentare al Rossetti».
Buone notizie arrivano anche dal botteghino: «Dall’analisi dei dati abbiamo rilevato che - dal 2022 - ogni anno incrementiamo i ricavi da botteghino più o meno dell’11,5% e, in misura minore, gli abbonamenti. Questo significa che c’è una fascia di pubblico nuovo che acquista i nostri biglietti e poi una buona metà si trasforma in abbonati l’anno successivo. Prima della pandemia, le famiglie rinnovavano l’abbonamento di anno in anno, precludendo di fatto la possibilità di nuovi ingressi mentre adesso c’è un vero ricambio di abbonati, al punto che, in alcuni turni, facciamo fatica ad accogliere le richieste».
Infine, notizie confortanti arrivano anche sul fronte della situazione finanziaria: «Il bilancio è stato approvato in anticipo ad aprile e per l’ennesima volta in pareggio, consolidando così la situazione patrimoniale e finanziaria del Teatro. Poi sono in corso investimenti tecnologici e strutturali grazie ai finanziamenti in conto capitale che abbiamo ottenuto. Adesso il Teatro rimarrà chiuso per 45 giorni e poi, entro la fine della prossima stagione, l’edificio riapparirà con facciate e serramenti nuovi - conclude Polo -. Questi interventi, insieme al successo artistico, testimoniano una nuova giovinezza e una rinascita del Teatro dopo la pandemia e, grazie all’impegno di tutti, si può guardare al futuro con fiducia e positività».
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