L'attacco della Filologica: «Udine fa di tutto per essere meno friulana di quello che è»

Presa di posizione dai toni fortemente critici accompagnata dalla formulazione di proposte stringenti. Cosí la Società Filologica friulana si è espressa, domenica, 11 marzo, a Udine, nei confronti della politica regionale e comunale, che si sarebbe rivelata poco rispondente alle esigenze di tutela dell’identità e della lingua friulane. Con un affondo, in particolare, al cuore della giunta comunale uscente, rea di non aver saputo dare a Udine il ruolo di capitale del Friuli dal punto di vista della capacità di rappresentare l’intero territorio.
È accaduto nel corso dell’assemblea ordinaria dei soci, tenuta a palazzo Mantica. In apertura dei lavori è stata letta la “Relazion Moral”, da parte del presidente della Società, Federico Vicario che ha posto all’attenzione della platea e dei rappresentanti delle Istituzioni presenti – c’erano l’assessore regionale alla cultura, Gianni Torrenti, quello comunale Federico Pirone e il neosenatore leghista Mario Pittoni – alcune importanti questioni. «Argomenti di interesse comune che possono impegnare ogni parte politica, senza divisioni – ha detto Vicario –. Non è compito nostro dibattere sull’attualità politica e economica del Friuli, soprattutto alla vigila delle elezioni regionali – ha aggiunto –, ma qualche osservazione possiamo permetterci di farla.
La prima questione è quella del rinnovo della convenzione tra la Rai e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, convenzione che riguarda anche la presenza del friulano nei cinque anni a venire. La seconda questione riguarda la ratifica della Carta europea delle lingue regionali e minoritarie. E sempre parlando dei diritti linguistici della comunità friulana, e sempre a Roma, bisognerà pensare a un rinnovamento della legge 482 del 1999». Poi il primo sintomo di un crescendo di osservazioni critiche: «Un altro punto fondamentale nella partita da giocare tra Stato e Regione è la devoluzione delle competenze sull’Istruzione alla regione autonoma».
Una lista di desiderata, quella del presidente Vicario che ha ribadito il ruolo centrale giocato dalla Società e sferrato il primo attacco: «Udine – ha detto – fa di tutto per essere meno friulana di quello che è. Io dico che il titolo di capitale del Friuli va meritato, non è un diritto. È una città che deve prendere in mano il suo destino. Deve tornare in prima linea!». Vicario si è cosí interrogato: «Non so come andrà a finire la riforma degli Enti locali. Quello che è sicuro è che si sente forte la domanda di unità per il Friuli, di riconoscimento di un’identità che nasce storica, culturale e morale. Sarà capace Udine di costruire una nuova solidarietà friulana e di proporre una soluzione alle divisioni del territorio, così come si vedono adesso?». Vicario è quindi rientrato nel suo ruolo istituzionale ricordando le molte le iniziative formative. Centrale l’attività di didattica e formazione. In previsione per il 2018 la quinta edizione della Settimana della cultura friulana che si chiuderà con la Fraie de Vierte a Budoia. In programma anche il congresso sociale a Colloredo di Mont’Albano, i primi di ottobre.
Le istituzioni rappresentate in sala hanno quindi preso la parola. L’assessore Pirone (che uno spettatore isolato ha criticato per non essersi espresso in friulano) ha anticipato che è già stata sottoscritta la Convenzione tra comune di Udine e Società per festeggiare il centenario di Fondazione nel 2019. «Un’occasione culturale e di dibattito in un tempo in cui riemergono i nazionalismi a discapito delle autonomie», ha detto. «La regione ha fatto la scelta di far crescere significativamente il contributo alla Società – ha quindi ricordato l’assessore regionale Torrenti –. Per il 2019 è previsto un accantonamento di 350 mila euro: maggiori contributi significano maggiori risorse e maggiori responsabilità. Nel nostro obiettivo è che l’Istruzione possa essere regionale. La 482 è raddoppiata per volontà politica. Abbiamo chiesto e ottenuto le 90 ore di programmazione televisiva in lingua friulana. Il dibattito in atto è su chi dovrà pagare. Sono certo l’accordo tra Rai e Presidenza del Consiglio che si concluderà positivamente».
Anche Torrenti ha quindi fatto un’osservazione critica: «Mi sento di dire che l’Università non fa ancora tutto quello che deve per la promozione del friulano: deve fare di più, come previsto nel patto fondativo quarant’anni fa». Infine il neosenatore Pittoni: «Occorre invertire la rotta intrapresa nel 2011. La specialità è assunzione di responsabilità – ha detto –. Nella Sanità se commettiamo errori, dobbiamo riparare. Più si sviluppa il federalismo delle altre regioni, più possiamo rafforzare la nostra specialità. Ma serve una pressione istituzionale che non c’è stata. Il mio primo impegno sarà di ridare dignità all’Ufficio scolastico regionale e regionalizzare il meccanismo dei concorsi pubblici».
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