Udine "poco friulana", i candidati sindaco raccolgono il guanto di sfida della Filologica

UDINE. Udine città che ha fatto di tutto per essere meno friulana di quanto non sia?. In risposta alle severe osservazioni del presidente della Filologica, Federico Vicario, mai cosí critico verso la politica delle giunte comunale e regionale, si sono levate ieri le voci dei candidati a sindaco.
Piero Fontanini (Lega)
«Sono d’accordo col presidente. Udine ha l’obbligo di dimostrare con una politica nuova di essere veramente la capitale del Friuli. Bisogna programmare eventi che manifestino con forza l’identità friulana. È necessario ricostruire attorno a Udine un territorio che possa rappresentare il Friuli. La città deve diventare il fulcro di iniziative non solo culturali, ma pure economiche e turistiche che possono attirare persone dal resto d’Europa».
Per Andrea Valcic (Patto per l’autonomia)
«La relazione del presidente pone, e a ragione, il problema della friulanità di Udine. Negli ultimi anni sembra che la classe politica cittadina si sia data molto da fare per sminuire il ruolo del capoluogo su questa questione a iniziare dall’assessore alla cultura Pirone che non ha mai dimostrato particolare interesse, anzi, a una presenza incisiva della “marilenghe” nel suo settore di competenza. E non basta certo qualche targhetta bilingue, qualche patrocinio a manifestazioni, per appuntarsi medaglie di plurilinguismo. Vicario ha ragione quando dice che Udine, il titolo e il ruolo di capitale del Friuli, deve meritarseli. E il “Patto per l’autonomia” lo sta ripetendo da sempre: la friulanità di Udine è la gamba su cui poggia la differenza tra la nostra città e qualsiasi altra realtà provinciale. Alcune proposte concrete fanno già parte del nostro programma elettorale».
Per Enrico Bertossi (Prima Udine)
«La città tornerà a essere guida e capitale del Friuli con i fatti, non con le parole. Lavoro, sicurezza e cura della città devono renderla migliore e più attrattiva per chi ci vive e lavora, per turisti e investitori. Se Trieste e le altre città sono più avanti la colpa è nostra, non loro. Invece di lamentarci o di piangerci addosso dobbiamo lavorare sodo per essere i primi e i migliori. Io penso che dobbiamo abbandonare gli slogan e impegnarci a realizzare il nostro programma, a esempio sul rilancio culturale e turistico, guidando il riscatto della città».
Per Enzo Martines (Centrosinistra) «il destino di Udine e del Friuli si prendono in mano insieme, senza atteggiamenti stucchevoli di reciproca esclusività. L’identità del Friuli passa per Udine, città capitale, capace di esprimere compiutamente e al meglio tutti i valori della friulanità intesa come capacità di accogliere e includere, di eccellere nelle attività produttive e di offrire occasioni di incontro, sviluppo, cultura. Non si può parlare di Friuli senza Udine e nella mia esperienza politica è sempre stato così che ho visto questa città che vanta una potente vocazione europea che prende slancio proprio dalla sua radicata friulanità. Una vocazione che le permette di farsi rappresentante di un territorio, nel dialogo al suo interno e nel rapporto con chi guarda da fuori». (fa.da.)
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