La leggenda di Carnera pugni e un cuore d’oro
“Ogni pugno è una scommessa. Vita e leggenda di Primo Carnera”: lo spettacolo, già presentato in varie località del Friuli e ideato da Valerio Marchi nel 2017, in occasione del cinquantesimo dalla morte del grande pugile friulano, tocca questa volta San Giorgio della Richinvelda, nell’ambito della rassegna teatrale “La montagna che cammina”. L’appuntamento è al Parco della Biblioteca Civica, oggi, sabato alle 20.30 (o, in caso di maltempo, il giorno dopo alla stessa ora). Il Comune di San Giorgio della Richinvelda ha beneficiato di un contributo di Arlef e Regione Fvg. L’ingresso è libero, ovviamente nel rispetto delle regole anti Covid-19. Si consiglia la prenotazione via sms o Whatsapp al 3371032383.
La narrazione di Valerio Marchi interseca le letture curate da Carla Manzon e le parti musicali-canore eseguite da Maurizio De Marchi e dal Trio Kalliope (Chiara di Gleria, Michela Franceschina, Rossella Zarabara), con brani che spaziano delle canzoni degli anni Trenta ad altre recenti. Gli artisti del “Carnera” hanno ricevuto la collaborazione dell’Associazione pugilistica udinese e dell’Agenzia Generali Udine Venti Settembre.
La rappresentazione, semplice e leggera, ma rigorosa nei contenuti, rievoca la vita di Carnera e offre spaccati di Grande storia tra l’inizio del Novecento e gli anni del “boom” in Italia. L’America, colpita dalla crisi del 1929, si emozionava per l’ascesa di Carnera e per quel suo essere, nell’immaginario comune, a metà fra l’umano e il sovrumano, ma anche l’incarnazione dell’outsider: un emigrante che, attraverso enormi sacrifici e contro ogni pronostico scalava la vetta del pugilato e della fama mondiale, prima del declino sportivo e di nuove, straordinarie vicende. Autentico fenomeno di massa (si cimentò pure nel catch – affermandosi anche in questo campo campione del mondo –, nel cinema, a teatro, in televisione, nella pubblicità, e divenne persino un fumetto), Primo di Sequals era l’Uomo più forte del mondo, la Montagna che cammina, il Gigante buono… e tenero e generoso, oltre che comunicativo e ironico, lo fu davvero. —
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