La Carnia in agosto si veste di archeologia

Fino al 24 il cartellone del 28° Agosto Archeologico propone otto incontri con esperti della materia

UDINE. I resti del foro romano e gli edifici pubblici e privati di Zuglio, l’impianto paleocristiano di Col di Zucca a Villa Santina, l’insediamento fortificato sul Colle Mazèit di Verzegnis, quello sul Col Santino a Invillino, la necropoli di Misincinis a Paularo, i ritrovamenti celtici sul monte Sorantri a Raveo, Amaro e Lauco, le antiche chiese paleocristiane di Illegio e Ovaro.

Si potrebbe continuare a lungo nell’elenco dei siti archeologici e dei reperti rinvenuti in Carnia, le cui più antiche testimonianze risalgono al Paleolitico Medio (120 mila - 40 mila anni da oggi).

La Carnia, come tutto il Friuli Venezia Giulia, è colma di materiale d’interesse per gli studiosi di civiltà e culture antiche, gli archeologi per l’appunto.

Ogni anno d’estate s’incontrano all’Agosto Archeologico, una rassegna importante che giunge quest’anno alla sua 28^ edizione, organizzata dalla Società Friulana di Archeologia - Sezione Carnica, in collaborazione con diversi enti, tra cui la Soprintendenza per i beni archeologici del Friuli Venezia Giulia.

«Abbiamo cominciato nel 1988, quando di archeologia in Carnia ancora non si parlava – spiega la curatrice della manifestazione, Gloria Vannacci Lunazzi –. Da allora, grazie alla partecipazione di molti colleghi archeologi e all’interesse pubblico e privato, abbiamo realizzato importanti ricerche e scavi, che hanno dato alla luce l’inestimabile patrimonio a cui ora tutti possiamo accedere. Oggi purtroppo mancano risorse per avviare altri cantieri ed è pertanto nostro interesse focalizzare energie e conoscenze, per rivitalizzare l’attenzione su un tema importante come la ricerca archeologica in Carnia. La volontà è di sensibilizzare la comunità sulla tutela di questi beni e, al tempo stesso, acquisire nuove informazioni da quanto finora è stato rinvenuto».

Sono otto gli appuntamenti dell’Agosto Archeologico, a Tolmezzo, Zuglio, Sutrio e Ravascletto. L’inaugurazione si è tenuta venerdì scorso a Formeaso, con la conferenza di Fulvia Mainardis, docente dell’università di Trieste, intitolata “La stanza che parla. Un pavimento da Iulium Carnicum”.

Le iniziative proseguiranno giovedì 4 agosto, a Tolmezzo, alle 18 a Palazzo Frisacco, con l’incontro dal titolo “Vivere sull’acqua: Palù di Livenza e il mondo delle palafitte preistoriche”, con Roberto Micheli, funzionario archeologico della Soprintendenza Archeologica del Fvg.

Lunedì 8, alle 18, nella Sala polifunzionale di Sutrio, il segretario regionale MiBact Eliano Concina, terrà una conferenza dal titolo “Ritrovamenti archeologici nel Canale di San Pietro”, mentre giovedì 11, alla biblioteca Venier di Zuglio, Marino Del Piccolo parlerà de “L’Hospitale di San Giovanni di Gerusalemme, San Tommaso di Majano sull’antica via di Allemagna”.

Nuovo incontro a Zuglio, il 12, alle 16, per una visita guidata al Civico museo archeologico e al pavimento restaurato dell’abitazione romana. Tolmezzo in seguito ospiterà due presentazioni di libri, sempre a Palazzo Frisacco.

Il 17, alle 18.30, si parlerà de “L’alba dei Veneti. Mito e storia delle origini”, di Piero Favero, mentre sabato 20, alle 18, “L’ira dell’Alchimista”, di Paolo Morganti.

Evento conclusivo mercoledì 24, alla Cjasa da Vicinia di Ravascletto, con “Cente e Cortine in zona montana”, un incontro con l’architetto Fabio Piuzzi e con Tiziana Cividini dell’università degli Studi di Padova.

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