Il contributo dei tecnici nella ricostruzione post sisma: a Colloredo la presentazione del volume

Appuntamento venerdì alle 16 in castello. La ricostruzione vista con gli occhi dei professionisti Elaborarono studi e soluzioni innovative per il Friuli ferito

Giorgio Dri
Un'immagine di Venzone colpita dal terremoto del ’76
Un'immagine di Venzone colpita dal terremoto del ’76

L’architetto Giorgio Dri, direttore della rivista Rassegna Tecnica del Friuli Venezia Giulia, ha curato la pubblicazione del volume “Friuli: terremoto, ricostruzione, il contributo dei tecnici, 1976, 2026”, edito da Forum, che sarà presentato venerdì alle 16, al castello di Colloredo di Monte Albano.

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Nel panorama affollato di pubblicazioni sui terremoti del 1976 e sulla ricostruzione che si sviluppò nelle diverse realtà del territorio regionale, con iniziative ed esiti originali e diversificati in relazione ai diversi contesti ambientali, sono rimaste – per così dire – in ombra le testimonianze e le voci dei professionisti, ingegneri, architetti, geologi, geometri, periti industriali che, da più versanti disciplinari e con diverse funzioni pubbliche, furono impegnati nella rigenerazione del Friuli.

Tecnici che, pur senza una adeguata preparazione sui calcoli strutturali antisismici e una diffusa esperienza di indagini geologiche dei terreni, senza una consolidata pratica di pianificazione urbanistica particolareggiata, seppero elaborare studi, soluzioni e proposte innovative per ricomporre un territorio profondamente ferito. Dando un contributo determinante a delineare nuove prospettive di sviluppo economico e sociale.

A rendere giustizia a questa mancanza contribuisce la pubblicazione Friuli: terremoto, ricostruzione, il contributo dei tecnici, 1976, 2026, edito dalla Forum. Il volume vuole essere un omaggio a tutti i protagonisti che contribuirono alla ricostruzione del Friuli e un'occasione per riflettere su come le esperienze maturate dopo il terremoto abbiano contribuito allo sviluppo di nuove procedure, norme e strumenti di prevenzione e sicurezza rispetto alle calamità naturali.

Un percorso che, a cinquant'anni di distanza, mantiene vivo quel confronto tra amministratori pubblici, tecnici e comunità locali che rappresentò uno degli elementi caratterizzanti della ricostruzione e che ancora oggi costituisce una risorsa fondamentale per affrontare le sfide del territorio.

Sulla «Rassegna Tecnica del Friuli Venezia Giulia» che proprio con il primo numero del 1976 inaugurò una rinnovata collaborazione tra gli Ordini degli ingegneri, degli architetti e dei geologi del Friuli storico, Udine, Pordenone, Gorizia, vennero pubblicati più di 300 articoli su terremoto e ricostruzione.

Del ruolo di “cassa di risonanza” del rinnovamento degli assetti urbanistici regionali che la rivista svolge da oltre settant’anni, va dato merito all’ingegnere Carlo Gaggia e all’architetto Provino Valle, presidenti rispettivamente degli ordini e dei Collegi degli ingegneri e degli architetti di Udine, che diedero avvio alle pubblicazioni della testata «Rassegna Tecnica della regione Friuli-Venezia Giulia» con una testata rimasta praticamente inalterata fino ai giorni nostri. 

Un merito particolare, come ricorda la dedica del libro, va riconosciuto al suo storico direttore responsabile, ingegnere Gaetano Cola, che la diresse dal 1954 al 2017.

Il volume si inserisce nel solco del precedente impegno editoriale Progetti e opere. Testimonianze di 50 anni. 1953-2002, curato da Gaetano Cola e Giorgio Dri, del quale riprende lo spirito di approfondimento e documentazione del lavoro tecnico dei professionisti regionali.

In questa nuova opera editoriale sono raccolti diversi contributi che testimoniano gli aspetti ingegneristici e progettuali della ricostruzione e il patrimonio umano, civile e culturale che ne è stato il fondamento. Sulle sue pagine il lettore può ripercorrere un’esperienza che rappresenta ancora oggi un modello di collaborazione tra istituzioni, professionisti e cittadini.

Nel portare il saluto della amministrazione regionale, il governatore Massimiliano Fedriga sottolinea come professionisti e amministratori con competenza, determinazione, responsabilità e lungimiranza, elaborarono strumenti tecnici nuovi e sperimentarono soluzioni capaci di rispondere a una sfida di eccezionale portata.

«Tale patrimonio di conoscenze e di esperienze rappresenta una testimonianza significativa di come la ricostruzione non sia stata soltanto un’opera di ripristino, ma un processo in grado di guardare al futuro e di accompagnare la crescita territoriale, sociale ed economica del Friuli Venezia Giulia.

A quel risultato contribuirono, insieme al mondo tecnico, la politica, le istituzioni, le comunità territoriali guidate dai sindaci, il volontariato, le forze sociali e tutti coloro che, con ruoli diversi, si misero a disposizione della collettività. Un impegno corale e straordinario che ha dato vita a quello che ancora oggi chiamiamo “modello Friuli”. Un modello che, a 50 anni di distanza, continua a rappresentare un motivo di orgoglio e un elemento distintivo della nostra identità, riconosciuto oltre i confini regionali».

Il libro raccoglie oltre trenta articoli, un paio di inserti, sei testimonianze di amministratori pubblici che a vario tutolo ebbero un ruolo nella programmazione della ricostruzione, e l’elenco di tutti i 352 articoli pubblicati dal numero 2-3, marzo-giugno 1976, a oggi.

Considerevole anche il numero di autori, una quarantina, che offrono uno spaccato delle diverse professionalità impegnate per qualche decennio in una attività non sufficientemente conosciuta e adeguatamente valorizzata. Sicuramente non è stata seguita nella rigenerazione dei territori colpiti da analoghe calamità naturali.

 

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