I de Claricini, l’eredità di un casato: in arrivo il nuovo libro sulla famiglia

Sarà presentato giovedì 8 ottobre nella villa di Bottenicco di Moimacco. Sono stati esaminati gli ultimi due secoli della loro storia

I de Claricini Dornpacher nella villa di Bottenicco di Moimacco
I de Claricini Dornpacher nella villa di Bottenicco di Moimacco

Oltre due secoli di storia, cinque generazioni e un patrimonio di vicende familiari che si intreccia con la grande storia italiana: è questo il racconto che tratteggia I de Claricini Dornpacher da una generazione all’altra, il nuovo volume scritto da Emanuela Accornero e Liliana Cargnelutti e pubblicato per i tipi di Forum Editrice Universitaria Udinese che ricostruisce le vicende della nobile famiglia de Claricini Dornpacher fra il 1800 e i primi anni del 2000.

Il libro sarà presentato giovedì alle 18 a Villa de Claricini Dornpacher, a Bottenicco di Moimacco, con ingresso libero. A dialogare con le autrici sarà Paolo Mosanghini, condirettore del Messaggero Veneto, dopo i saluti introduttivi di Oldino Cernoia, presidente della Fondazione de Claricini Dornpacher.

I de Claricini Dornpacher da una generazione all’altra segue le vicende delle ultime cinque generazioni del casato tra Friuli e Veneto, territori nei quali si estendevano le sue proprietà. Sullo sfondo si innestano i profondi cambiamenti che hanno attraversato l’Italia dal Risorgimento al XXI secolo. Il racconto si muove tra il Cividalese, il Padovano e Milano, arrivando fino alla Toscana, dove oggi vivono gli ultimi discendenti della linea goriziana.

Grazie a una ricerca condotta in archivi pubblici e privati – compreso l’archivio di famiglia custodito a Bottenicco – Accornero, archeologa, e Cargnelutti, storica e archivista, ricostruiscono oltre 200 anni di storia del casato, mettendo in relazione le vicende personali, familiari e patrimoniali. Incontriamo così figure come il medico Leonida Podrecca e la figlia Giuditta, anello di congiunzione con i Claricini Dornpacher, il figlio di Giuditta, Nicolò, e i suoi figli Guglielmo, Giuditta e Beatrice. La storia della linea principale cividalese-padovana si chiude con la figlia di Guglielmo, Anna Maria, pediatra milanese, le cui disposizioni testamentarie contribuirono a sostenere nel 2004 nuovi importanti progetti di ricerca medico-pediatrica a Padova.

Proprio i lasciti testamentari, alcuni veramente notevoli, costituiscono uno dei fili conduttori del volume. Attraverso i testamenti, infatti, emerge un’idea di eredità che va ben oltre la trasmissione di beni materiali poiché permette ancora oggi al patrimonio storico e culturale dei Claricini Dornpacher di continuare a vivere.

«I saggi qui raccolti nascono da fonti archivistiche pazientemente selezionate e ricomposte in un disegno editoriale unitario», sottolinea il presidente della Fondazione, Oldino Cernoia, «Le carte non vengono trascritte soltanto ma restituite in forma narrativa, affinché possano essere comprese anche da chi non è specialista, senza tradirne la verità documentaria».

La storia narrata è fatta di continuità e fratture, legami e distanze, fedeltà e disobbedienze. Dopo aver seguito le vicende della famiglia nei due precedenti volumi - I de Claricini Dornpacher in Friuli, 2021, a cura di Cargnelutti, Cernoia, Zannini; Donne de Clarici Dornapcher, 2023, a cura di Accornero, Cargnelutti, Cernoia, Cosma, tutti editi da Forum - questo terzo capitolo approfondisce personaggi e vicende inedite della famiglia, integrando quanto già noto anche grazie a nuovi documenti messi a disposizione dalla Fondazione Città della Speranza di Padova e dagli ultimi Claricini della linea goriziana. «Il racconto attraversa due secoli e diversi territori, dal Friuli al Veneto, dalla dimensione rurale a quella urbana, dalle dimore di campagna al fermento delle città. Ma soprattutto» spiega Cernoia, «pone una domanda che va oltre la singola storia della famiglia: che cosa significa davvero ereditare?».

La pubblicazione, a cura della Fondazione de Claricini Dornpacher, fa parte del progetto Contenitore culturale creativo di divulgazione umanistica ed è stata realizzata con il sostegno di Regione - Io sono Friuli Venezia Giulia e Fondazione Friuli e in collaborazione con Università di Udine, Comune di Cividale, Accademia udinese di scienze lettere e arti. Partner sono la Soprintendenza archivistica del Fvg, il Comune di Cividale, la Società filologica friulana, il Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli e la Deputazione di storia patria per il Friuli.

 

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