«Il cinema in Fvg è un buon investimento»

Il presidente Federico Poillucci brinda al record. «Un milione speso e sei incassati e ben 45 produzioni in un anno»

UDINE. La Film Commission Fvg - tra il 2012 e il 2013 - aveva un cappio al collo e una pietra a fine corda. Qualcuno della passata gestione regionale se ne voleva sbarazzare come di un paio di braghe strappate, ignorando ciò che di solido aveva costruito il gruppo con la fatica comprensibile di un’associazione del profondo Nord Est in difficile competizione con un cinema romanocentrico.

Invece, guarda tu, Federico Poillucci, il presidente, Gianluca Novel e Guido Cassano, non soltanto hanno respinto l’attacco, restando valorosamente in piedi, ma sono schizzati in zona record 2015, alla faccia di chi pensava fossero pedine inutili alla raccolta fondi.

Infatti: un milione speso e sei incassati per quest’anno. L’annata, non ancora esaurita però la riga sotto la si può già tirare, con quarantacinque produzioni ha fatto raggiungere il top della tabella storica, nonostante - in passato, la Fc abbia comunque rastrellato numeri importanti.

«Le cifre, sebbene contengano un bassissimo tasso poetico, servono a comporre una situazione. E i 441 giorni di riprese rappresentano un unicum della nostra storia. La calamita più potente, credo, sia la fidelizzazione. I produttori tornano. Casi tutt’altro che isolati, la Indigo Film della Grande Bellezza, per capirci, e Cattleya, ormai ci conoscono e sanno cosa trovano. Intanto maestranze competenti - spiega Poillucci - buon cibo e buon bere. Magari per noi è abitudine, non per loro. Oltre all’accoglienza festosa e rispettosa, se scivola fuori, c’è anche un succoso gettone di presenza. Abbiamo a disposizione 780 mila euro per finanziare progetti che tengano conto del rimbalzo turistico e di altri fattori non necessariamente legati al comparto culturale».

Giusto per un esaustivo flashback, i primi ciak a inizio anno li ha battuti Mimmo Calopresti con il suo Uno per tutti, in uscita il 26 novembre, con Giorgio Panariello e Isabella Ferrari. Venticinque giorni di girato in regione. Nemmeno stretta la mano di Calopresti per l’arrivederci, è arrivato Ivan Cotroneo con Un bacio, stavolta con location udinesi e dintorni.

Della partita - e stiamo ovviamente riassumendo - The space between di Ruth Borgobello, coproduzione italo-autraliana e Il confine, fra l’altro scritto dalla sceneggiatrice udinese Laura Ippoliti, e diretto da Carlo Carlei, fiction di punta della stagione entrante di Raiuno dedicata alla memoria del primo conflitto mondiale.

Vogliamo lasciar fuori Gomorra 2 - la serie? Nonsolocinema. La tv cerca i fondali friulgiuliani con la stessa intensità del grande schermo.

Con Massimo Cupellini dietro la macchina le avventure oscure della banda partenopea si sono formate con sfondi goriziani. Insomma, come detto, l’elenco raggiunge comodamente i quarantacinque casi in 365 giorni.

Prossimi arrivi? «Il ritorno di Gabriele Salvatores per Il ragazzo invisibile 2 e La verità di Anna, sceneggiato Raiuno firmato da Carlo Lucarelli, sedici settimane triestine». Continua.

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