Il Grande Patriarcato: un volume racconta i mille anni di storia da Aquileia ai Dolfin

Sarà presentato  in un convegno a Roma il libro di 665 pagine realizzato dal Gruppo archeologico frutto di 6 anni di studi

Oscar D’agostino
La copertina del libro
La copertina del libro

“Grande Patriarcato. Dalla fine dell’antichità ai Dolfin: la visionaria concezione degli spazi tra religione, politica, architettura e arte” è un monumentale volume di 655 pagine edito dal Gruppo Archeologico Aquileiese e curato da Silvia Blason Scarel e Gabriele Caiazza. L’opera costituisce il risultato di anni di ricerche scientifiche ed è il catalogo ufficiale dell’articolata mostra diffusa allestita in diverse sedi storiche della regione.

Il libro sarà presentato il 16 settembre a Roma nel corso del convegno Grande Patriarcato. Riflessi storici e testimonianze inedite da Aquileia a Roma tra il 1420 e il 1751, che si terrà al Palazzo della Cancelleria.

Dopo l’introduzione del presidente del Gruppo Archeologico Aquileia Silvia Blanson, interverranno Danilo Mazzoleni, docente al Pontificio istituto di archeologia cristiana e socio della Pontificia Accademia Romana di Archeologia (che tratterà l’argomento Il Palazzo della Cancelleria, gioiello del Rinascimento romano), Manlio Sodi, docente di Storia del culto cristiano (Pio II tra Pienza, Aquileia e il Monte Amiata), Irene Graziani, docente allateneo di Bologna (Benedetto XIV; arte e scienze nell’età dei Lumi) e Alviano Scarel, già presidente della Fondazione Aquileia.

Un’occasione per immergersi nella storia dell’evoluzione e dell’influenza del Patriarcato di Aquileia sul Friuli.

L’opera ripercorre oltre un millennio di storia del Patriarcato, dalle sue radici tardoantiche sino alla parabola della famiglia Dolfin, analizza la concezione visionaria degli spazi sacri e profani — tra cui chiese, castelli, monasteri e residenze patriarcali — esaminando il legame profondo tra scelte architettoniche, orientamenti politici e dinamiche religiose e approfondisce il ruolo del Patriarcato come matrice storica e culturale del Friuli moderno, capace di irradiare la propria influenza nel Nord Italia, in Austria, Slovenia e Croazia.

A partire da Aquileia romana si sviluppò infatti il Patriarcato di Aquileia, genesi del Friuli odierno, da cui si irradiò per secoli un’influenza storica, culturale e religiosa verso ampie aree del nord Italia e le vicine regioni in Austria, Slovenia e Croazia.

Il volume tratta vicende relative a una carica ecclesiastica che per tanto tempo fu anche politica e amministrativa, per cui in esso viene affrontato più di un millennio di cultura patriarcale con incursioni anche nei secoli dell’alto medioevo, in età longobarda e carolingia, poiché anche in quelle epoche così lontane la figura di alcuni patriarchi rifulse.

Nel libro viene anche approfondita anche la funzione del Patriarcato di Grado e sviscerata la questione dello Scisma dei Tre Capitoli, che come sempre sottendeva una lotta per il potere politico. «Si è visto così che l’architettura, per secoli al servizio dei potenti, era servita loro per dimostrare la volontà di comando ma anche di condivisione di un frammento di ricchezza con il proprio popolo, cui diversamente essa era preclusa» spiegano gli autori.

«Erano sorti per tali ragioni importanti palazzi, chiese, cattedrali, piazze, strutture difensive e quant’altro che, pur nell’evoluzione dei secoli e degli stili, avevano finito per interpretare le medesime esigenze di autorappresentazione e funzionalità, ma anche di accoglienza».

Nel poderoso volume sono anche analizzati tutti i palazzi patriarchini ancora superstiti, la vita privata dei presuli, le loro grandezze ma pure le loro debolezze, l’immensa cultura che ebbero modo di esprimere, dalla musica all’arte, focalizzandosi su tutte le importantissime novità emerse in un lavoro di ricerca, cui alcune persone hanno dedicato quasi sei anni di lavoro.

Accanto alla pubblicazione, una mostra diffusa che ha toccato cinque luoghi simbolo della storia patriarcale: Aquileia, Grado (Il Patriarcato di Grado tra Aquileia e Venezia), Udine (Splendori dell’ultima dimora Patriarcale), Cividale (Sobria nobiltà del Patriarcato medievale) e San Vito al Tagliamento (La lussuosa vita di un patriarca prestigioso: Lodovico Trevisan).

Ad Aquileia la mostra si era concentrato sulla figura del patriarca Poppone, attraverso il quale si gettarono le basi perché fosse concesso agli illustri prelati di disporre di un proprio Stato e di battere moneta.

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