Fieste de Patrie, il Friuli riparte dal cuore del terremoto: celebrazioni ad Artegna e Montenars

A 50 anni dal sisma, la 49ª edizione della festa dell'identità rende omaggio ai luoghi della ricostruzione e a pre Checo Placerean. Un programma ricchissimo tra storia, lingua e il simbolo dell'Aquila che unisce 130 Comuni

Martina Delpiccolo

Alzabandiera alle ore 9 del 12 aprile per la quarantanovesima edizione della Fieste de Patrie dal Friûl, nel cuore delle comunità colpite dal terremoto cinquant’anni fa. È stato presentato ieri il programma della celebrazione, organizzata dai Comuni di Artegna e Montenars, con il sostegno della Regione e dell’Arlef, in collaborazione con l’Istitût Ladin Furlan Pre Checo Placerean.

«Ha un importante significato morale – ha commentato il presidente dell’Arlef, Eros Cisilino – portare la celebrazione nei luoghi che sono stati segnati dal terremoto, ma anche dalla ricostruzione, ad Artegna e a Montenars, che ha dato i natali a pre Checo, ideatore della Fieste. Una festa che porta dentro di sé tutte le lingue del Patriarcato, specchio della Regione Fvg, un unicum in Europa, in cui si parlano quotidianamente quattro lingue derivanti da zone culturali diverse: romana, latina, germanica e slava».

Così il sindaco di Artegna, Alessandro Marangoni, che ha portato anche i saluti del sindaco di Montenars, Claudio Sandruvi: «Il legame tra i due Comuni, uniti fino al 1947, è tutt’ora sentito nella storia, nella cultura e nella scuola. Per le nostre comunità, organizzare questa celebrazione è emozionante, in riferimento al sisma vissuto sulla nostra pelle, ma anche perché con orgoglio possiamo dire che nel nostro territorio la lingua friulana è molto usata anche dai giovani».

il programma delle celebrazioni

«La capacità di unirsi e rinnovarsi è identità – ha dichiarato l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti –. La Fieste de Patrie, manifestazione riconosciuta ufficialmente dalla Regione dal 2015, è festa d’identità più che di lingua. Sono oltre 150 le iniziative di 80 Comuni che arricchiscono il senso di identità».

Ad Artegna, dopo l’alzabandiera, accompagnato dalla “Filarmonica Luigi Mattiussi”, verrà celebrata la Santa Messa in friulano con letture e preghiere anche in sloveno e tedesco, trasmessa su Telefriuli che seguirà anche, dopo l’esibizione del gruppo folkloristico “Balarins de Riviere” di Magnano in Riviera, la cerimonia civile al Nuovo Teatro monsignor Lavaroni, a cui parteciperanno la folk rock band “Corte di Lunas”, il gruppo storico “Il Barbacane” e i tamburi della “Cucurbite sonorae” di Venzone. Poi, pranzo a Montenars, a cura della Pro Montenars, insieme a Dario Zampa. Alle 15.30 partenza da Artegna per una passeggiata storico-archeologica, a cura della cooperativa Riscoperte.

Due le anticipazioni delle celebrazioni. Giovedì 9 aprile, alle 20.45, nella sala consiliare di Artegna, lettura scenica di “Rombo. La vôs dall’Orcolat” ispirata al romanzo di Esther Kinsky, progetto dell’associazione Colonos in collaborazione con Teatri Stabil Furlan. L’11 aprile, alle 20.00, nel centro polifunzionale di Montenars, incontro a più voci: “L’ereditât di Pre Checo a 40 agns de sô muart”.

i progetti e la storia dell'aquila

William Cisilino, direttore dell’Arlef, ha presentato il video del progetto, avviato durante la Fieste del 2025, “Un’Aquila in Comune”, che ha visto l’esposizione simbolica dell’opera di Stefano Borella nel centro storico di 130 Comuni del territorio friulanofono. Ispirato all’aquila della bandiera del Friuli è anche il vessillo floreale a Roveredo di Varmo per la seconda edizione del “Giardino dei Tulipani nel Medio Friuli”, raccontata in un altro video durante la conferenza stampa. Una bandiera che è tra le più antiche d’Europa e che rinnova i suoi valori anche attraverso i tanti progetti nati per la Fieste de Patrie 2026, partendo dalla prima edizione del 1977 ad Aquileia e andando indietro nel tempo fino al 3 aprile del 1077, che sancì la nascita dello Stato patriarcale friulano.

Il presidente dell’Istitût Ladin Furlan, Geremia Gomboso ha ricordato l’iniziativa della lettura della Bibbia in Friulano, che si svolgerà nella chiesa di Spilimbergo dal 7 all’11 aprile: «Con sorpresa sono arrivate partecipazioni da emigranti di terza e quarta generazione da tutto il mondo».

Così l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli: «La Fieste dal Friûl nel cinquantesimo anniversario del terremoto assume ancora più valore. L’identità del nostro popolo è fatta di lavoro, impegno e aiuto del prossimo, doti che sono motivo di orgoglio per il nostro passato e virtù da impegnare in questo tempo di complessità e sfiducia. Il mio pensiero va all’impegno dei tanti volontari, preoccupati all’indomani della sentenza di condanna per il caso Preone, preoccupazione che rischia di bloccare l’innata vocazione della nostra gente alla solidarietà. L’impegno delle istituzioni sia corale».

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto