Da Singapore al Vietnam, a Udine è tempo di Feff
La rassegna dal 24 aprile al 2 maggio: 76 titoli provenienti da dodici nazioni. Le star Fan Bingbing e Yakusho Koji riceveranno il Gelso d’Oro alla carriera

Vorrei tornare al 1998, senza nostalgia né retorica, per ritrovare il numero zero di quello che sarebbe poi diventato il “Far East Film Festival”.
Al Ferroviario di via Cernaia, a Udine, il Cec proponeva un’infornata straordinaria di cinema made in Hong Kong e molti di noi si chiesero quale fosse il senso dell’operazione. Anche perché l’Oriente filmico si affacciava di rado nelle sale. Toh, “Lanterne Rosse” divenne popolare anche in Europa per la presenza della bellissima Gong Li e per un DNA cinese capace di colpire noi occidentali.
Al debutto della rassegna hongkonghese c’era la coda per entrare. E che coda. Fu un trionfo del tutto inatteso. Tant’è che persino “Le Monde” dedicò una paginata alla rassegna. Avete capito? L’inviato di uno dei quotidiani più prestigiosi del mondo raggiunse la sperduta Udine per capire cosa stesse accadendo dentro un vecchio cinema a pochi metri dai binari del treno. Lungimiranza, in questo caso, è dir poco.
Tornando a oggi, dal 24 aprile al 2 maggio, scatterà l’edizione numero 28 — «la più ricca», annuncia Sabrina Baracetti, nonostante la fastosa collezione primaverile che dal 1999 ci tiene in contatto con l’estremo Est — con una quantità di film mai sperimentata prima: 76 titoli, dei quali 52 in concorso provenienti da dodici nazioni. Per essere ancora più precisi: 8 world première, 18 anteprime internazionali, 22 europee e 20 italiane. Vi basta per organizzare una gita?
Ma non si tratta solamente di cifre. Prima di spiegare il senso di questo ventottesimo complesso allestimento, vale davvero la pena anticipare una segnalazione diciamo assai glamour.
Due saranno i divi d’Oriente a salire sul palco del Giovanni da Udine per ritirare il celeberrimo Gelso d’oro. Noi che siamo di zona fatichiamo a renderci conto di quanto il festival sia prestigioso per gli asiatici: ogni anno migliaia di giornalisti si armano di pass, pronti a poter dire: a Udine c’ero anch’io.
L’affascinante cinese Fan Bingbing, giovanissima di Shandong, sfoggia una filmografia infinita, nonché il ruolo di testimonial di due colossi della moda internazionale. Era apparsa anni fa nel popolare “Cell Phone”, presentato proprio al “Far East". Questa volta sarà un ritorno live: nel 2012 Forbes la inserì al terzo posto della “China Celebrity List,” posizione che poi sarebbe diventata la prima l’anno successivo. L’altro colpo grosso del tandem Sabrina Baracetti-Thomas Bertacche, anima doppia dell’ascesa mondiale di un festival inizialmente fatto in casa, è la presenza di Yakusho Koji, protagonista di “Perfect Days” di Wim Wenders, premiato come miglior attore a Cannes 2023. Ma lo si ricorda anche per le collaborazioni con Iñárritu e Kurosawa. Un gigante, atteso a Udine.
La parola chiave di questo Feff 28 è “Moltitudini”. E la locandina — ideata dall’illustratore americano Andy Rementer (assistito dall’art director Margherita Urbani) — restituisce i volti dei tanti popoli orientali che, da decenni, partecipano con le loro opere all’unica vetrina italiana ed europea del loro cinematografo.
«Un impatto con la massa chiassosa delle strade di Tokyo e di altre megalopoli dell’estremo Est che fa sentire il rumore dei passi e dei pensieri», spiega Baracetti, che poi si sofferma su un paio di novità del 2026: la presenza di Singapore con quattro film (ne ha presentati diciotto in ventisette anni) e soprattutto la presenza del Vietnam, passato da 90 a mille scale nel giro di un battere di ciak.
Assisteremo anche alla lenta ripresa del cinema di Hong Kong e di quello coreano del sud, dopo un 2025 da dimenticare. In tempi incerti, non è secondario poter confidare sulla fiducia delle istituzioni: il vicepresidente della Regione Mario Anzil ha ribadito la vicinanza al Feff anche in prospettiva futura, parlando «di un festival che ha saputo anticipare, alla fine del Novecento, la cultura di frontiera, oggi diventata un punto di forza del Friuli Venezia Giulia».
Da non trascurare le «65 mila presenze in città nella scorsa edizione», ha puntualizzato il vicesindaco Alessandro Venanzi, «una contaminazione di luci e colori che si traduce in energia per la città». Per l’assessore Federico Pirone «il Feff rappresenta una grande opportunità per avvicinare i continenti che, senza il cinema, avrebbero faticato a incontrarsi».
Infine, la consueta costellazione di eventi cittadini che coinvolgeranno la popolazione per dieci giorni. Tra questi spicca una novità: il “MasterFeff”, ovvero una sfida fra un cuoco italiano e uno orientale. Bruno Barbieri e Antonino Cannavacciuolo, stavolta, non faranno vibrare i loro mestoli.
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